sc1512 di sc1512
Ominide 5764 punti

-A Silvia-

A Silvia è una lirica di Leopardi, scritto a Pisa, e facente parte dei Canti.
Essa è formata da sei strofe di endecasillabi e settenari ed è composta da brevi periodi, principalmente subordinate temporali.
Per la figura di Silvia, Leopardi prese ispirazione da Teresa Fattorini, figlia del cocchiere del conte Leopardi, morta in giovane età di tubercolosi.
Il poeta descrive la felice vita dei due giovani, che sognavano un futuro assieme nonostante appartenessero a due mondi diversi: uno a quello aristocratico e l’altra a quello popolare.
Leopardi ricorda il piacere che provava nell’ascoltare il canto di Silvia in primavera, quando interrompeva gli studi e provava dolci sensazioni.
Per Leopardi quella fase di giovinezza era ricca di speranze e promesse.
Dopo queste considerazioni dal carattere positivo, Leopardi si rivolge alla Natura e l’accusa di ingannare gli uomini, non mantenendo la felicità promessa; la morte di Silvia a causa della malattia è il simbolo della caduta delle speranze.

Il poeta confronta il triste destino di Silvia con la fine della propria giovinezza, con lo svanire anche delle illusioni.
Nell’ultima strofa, Leopardi si riferisce alla Speranza, che essendo svanita, indica al poeta che il suo destino è quello di morire e restare in una tomba spoglia e dimenticata, così come accade per ogni uomo.

La figura di Silvia rimanda al concetto di ‘vago ed indefinito’, poiché è descritta molto approssimativamente, infatti Leopardi scrive degli ‘occhi ridenti e fuggitivi’ e dell’’atteggiamento lieto e pensono’.
Anche la descrizione dell’ambiente esterno è molto vaga, infatti il paesaggio è descritto con pochissimi aggettivi.

In questo brano, la realtà è filtrata secondo diversi filtri: uno fisico, dell’immaginazione, della memoria, quello letterario e quello filosofico.

Hai bisogno di aiuto in Giacomo Leopardi?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email