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figure retoriche Alla luna

Le figure retoriche presenti all'interno della poesia "Alla luna" di Giacomo Leopardi sono:

- "O graziosa luna" (apostrofe e anafora)
- "Ma nebuloso e tremulo dal pianto": cioè a causa delle lacrime ("pianto", metonimia)
-"alle mie luci": cioè ai miei occhi" ("luci", metafora)
-"lungo la speme e breve ha la memoria il corso": cioè quando si è giovani molto resta ancora da sperare e poco da ricordare. ("lungo speme breve memoria", chiasmo)

Commento

Questo componimento è stato composto a Recanati nel 1819 o nei primi mesi del 1820, pubblicato inizialmente con il titolo "La Ricordanza" .
Il piacere sia come ricordo che come speranza è spesso presente nelle opere di Leopardi.
In "Alla Luna" troviamo il tema del ricordo, che anche se doloroso provoca comunque piacere.

Il poema ha come oggetto di contemplazione la Luna, che alla fine diventa soggetto dell’opera, protagonista che non risponde, metafora delle domande senza risposta.
Il linguaggio dell’autore è decisamente semplice grazie a termini classici .
Egli utilizza spesso l’enjambement.
la rimembranza dolorosa aiuta in quanto porta piacere anche se si è consapevoli di restare comunque nella stessa condizione di dolore. Quello che conta, in sostanza, è il meccanismo in sé del ricordo.

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