Video appunto: Ungaretti, Giuseppe - Raccolte (2)
Le prime tre raccolte di Ungaretti sono così chiamate: Porto sepolto , Allegria dei naufragi e Allegria, comprendente le due precedenti. La maggior parte dei componimenti che le compongono sono stati composti in trincea. Il titolo della prima raccolta si riferisce a un racconto che affermava che sotto al mare di Alessandria vi fosse un porto sepolto.
Vi è quindi l’idea di un qualcosa inabissato, la poesia permette però di calarsi nell’abisso per risalirvi, avendo compreso parte di quell’abisso. La poesia è quindi un modo di conoscere, facendo riaffiorare dei contenuti, vi è quindi una stretta connessione con l’idea della poesia dei poeti decadenti. A esprimere perfettamente questo concetto è l’omonima poesia, in cui vi sono dei chiari rimandi all’Infinito di Leopardi, vi è infatti un ampio utilizzo di dimostrativi. Il nulla, l’abisso, in cui l’uomo sprofonda può poi essere paragonato all’infinito che spaura il cuore.

Le poesie di Ungaretti sono brevi sia perché non aveva ampi supporti cartacei, ma anche perchè vuole ridurre la poesia ai minimi termini, rattrappendola. Sparisce perfino la vita residuale di Montale, ma proprio in questo disseccamento della vita Ungaretti afferma di aver trovato un prorompente desiderio di vita.
Significativa è anche l’assenza di punteggiatura. La punteggiatura non era presente nemmeno nel futurismo, ma a scopo provocatorio, anticonformista.