Giuseppe Ungaretti - Poetica


In Francia Ungaretti entra in contatto con i simbolisti, gli avanguardisti ecc. Il rinnovamento è stato inneggiato soprattutto dalle avanguardie storiche, come i futuristi, che vedevano la guerra come unico modo per spazzare via il passato ed andare incontro al futuro; erano quindi tutti interventisti, così come Ungaretti. La guerra avrebbe eliminato tutti i problemi che c’erano nel mondo e fatto ricominciare tutto daccapo. Tutto inizia dalla voglia di cambiare, che porta all’esasperazione di qualunque desiderio. La prima guerra mondiale poi non ha risolto le insoddisfazioni ed ha portato alla seconda. La guerra avrebbe dovuto portare l’ordine, ma in realtà porta al caos, che fa sì che emergano i totalitarismi. Gli intellettuali non sono dei violenti, ma cercano un ritorno all’ordine. In questo anche Ungaretti; la sua rivoluzione la fa nella poesia, un po’ come i futuristi con il verso in libertà. Dai primi futuristi Ungaretti prende il verso libero e le parole in libertà; non condivide però questi letterati perché non condivide la lunghezza e l’inutilità della poesia futurista; è un insieme di parole che ruotano intorno ad un oggetto. Non riprende la poesia futurista perché non è una poesia, ma un insieme di parole in libertà. Ungaretti invece cerca il verso puro. È alla ricerca della parola essenziale, di trasmettere un’emozione attraverso pochissime parole; questa ricerca della parola pura lo porterà ad essere considerato il padre dell’ermetismo.
Il simbolo è il punto di riferimento dei simbolisti francesi. Ungaretti riprende i simbolisti (entra in contatto soprattutto con Mallarmé), ma l’analogia che usa è il nesso che c’è fra due parole distanti fra loro. Non c’è un nesso logico tra le parole che conducono all’analogia; è una sorta di conoscenza fulminea, un’intuizione; ciò non ti porta a capire; se il poeta non riesce a trasferirti la sua esperienza in due parole così lontane, l’analogia non c’è. Mentre i simbolisti si esprimono tramite metafore e simboli con un aggancio tra loro, qui l’aggancio non c’è. L’intuizione dev’essere fulminea perché dev’essere bravo il poeta a trasmetterla.
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