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Ungaretti: Girovago_parafrasi e analisi


Testo


In nessuna
parte
di terra
mi posso
accasare

A ogni
nuovo
clima
che incontro
mi trovo
languente
che
una volta
già gli ero stato
assuefatto

E me ne stacco sempre
straniero

Nascendo
tornato da epoche troppo
vissute

Godere un solo
minuto di vita
iniziale

Cerco un paese
Innocente

Parafrasi


In nessun luogo della terra posso mettere le radici (trovare casa)
Ad nuovo clima che incontro mi sento sofferente mentre in altri tempi lo stesso clima che ora mi indebolisce mi si confaceva
E me ne stacco sempre come fossi uno straniero
[Vorrei] rinascere di nuovo, non condizionato da tutte le esperienze già fatte
[per] godere un solo minuto di vita originaria e pura
Sono alla ricerca di un paese innocente (= non contaminato dalle esperienze successive)

Analisi e commento


Per capire il significato generale della poesia, si può partire dalle parole stesse del poeta “Girovago.
Questa poesia composta in Francia dov’ero stato trasferito con il mio reggimento, insiste sull’emozione che provo quando ho coscienza di non appartenere a un particolare luogo o tempo. Indica anche un altro dei miei temi, quello dell’innocenza, della quale l’uomo invano cerca traccia in sé o negli altri sulla terra.»
I versi di questo componimento poetico sono totalmente liberi: essi sono molto brevi, spesso costituiti da una sola parola, le pause sono frequenti. Il totale sconvolgimento delle soluzioni metriche tradizionali (sonetto, endecasillabi, rime ecc…) è un modo con cui il poeta cerca di far aderire il più possibile la “parola” a ciò che egli vuole esprimere. I temi sono due: il tema dell’identità collegata al radicamento in un ambiente che però viene negato e il tema del bisogno di una nuova innocenza che, probabilmente non è possibile rinvenire all’interno della società. La ricerca della parola nel suo significato originario e puro coincide con il tema stesso della poesia. Il titolo introduce immediatamente il lettore nel tema centrale e ci fa conoscere la condizione esistenziale di Ungaretti. La situazione ricorda da vicino quella della poesia Si chiamava Moammed Sceab, il giovanotto emigrato maghrebino suicidatosi a Parigi. Le prime tre strofe sottolineano l’estraneità di cui è vittima Ungaretti e a cui non è possibile trovare una soluzione. Il participio passato “languente” (= sofferente, reso debole) si colloca in contrasto con “assuefatto” (= essere abituato). Il verso 17 è costituito da un solo termine”straniero” e quello sottolinea ancor più il senso di non appartenenza. L’anacoluto dei versi 12-15 “che/ una volta/ già gli ero stato/ assuefatto”.mette in risalto la difficoltà e soprattutto l’impossibilità di ripartire da capo per ritrovare un’identità.
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