Video appunto: Ungaretti, Giuseppe - La madre: parafrasi e analisi

Ungaretti - La madre - Parafrasi e analisi



Ungaretti ha scritto questa poesia in occasione della morte della madre. Essa fa parte della raccolta Sentimento del tempo. Il poeta immagina di varcare il muro d’ombra che separa la vita dalla morte e di vedere la madre che gli viene incontro per accompagnarlo davanti a Dio.
Quando Dio avrà perdonato al poeta tutti i suoi peccati, solo allora la donna tornerà a guardare il figlio. Questo sta a significare che il recupero dell’affetto familiare per la madre è subordinato al perdono di Dio e che quindi acquisisce una dimensione religiosa

Parafrasi



E quando il cuore con il suo ultimo battito avrà fatto cadere la barriera invisibile che separa il mondo dei vivi da quello dei morti, tu o Madre, mi porgerai la mano come facevi una volta e mi condurrai davanti a Dio,

Ti terrai inginocchiata davanti a Dio, in modo deciso e immobile, simile ad una statua, nello stesso atteggiamento come io ti vedevo quando eri ancora in vita.

Tremando alzerai le vecchie braccia come facesti quando eri in punto di morte dicendo: “Mio Dio, eccomi”.

E soltanto quando Dio mi avrà perdonato, solo allora proverai il desiderio di volgere il tuo sguardo verso di me.

Ti ricorderai di come l’attesa sia stata lunga ed emetterai un sospiro di sollievo e di tenerezza per il perdono concesso.

Analisi



La morte della madre dà al poeta l’occasione di riflettere ciò che avverrà dopo la sua morte e si troverà davanti a Dio per essere giudicato. In questa situazione la madre fa da intermediario fra il poeta e la Grazia divina perché accompagna il figlio al cospetto di Dio. All’inizio la donna ha un aspetto severo e deciso che tuttavia non toglie nulla all’affetto familiare che essa prova verso il figlio, dato che gli tende la mano.
Nella lirica il tempo passato e futuro sono compenetrati uno nell’altro o meglio è proiettata verso il futuro, ricorrendo, però, ad immagini e ricordi del passato. Infatti, la madre prenderà la mano del figlio, lo accompagnerà davanti a Dio, sarà simile ad una statua ed alzerà le braccia come per implorare Dio. Questi gesti, però, sono confrontati con gesti ed azioni passate, compiuti dalla donna quando era in vita. Essa prende per mano il figlio come faceva una volta, si inginocchia davanti a Dio come faceva quando era ancora viva, alza le braccia verso Dio, come ha fatto nel momento in cui è spirata.
Questa poesia è importante anche per lo stile, completamente diverso da quello adoperato nelle lirica della raccolta L’Allegria. I versi sono tradizionali e si distinguono i versi settenari (sette sillabe) o endecasillabi (undici sillabe) senza rima, le cinque strofe sono regolari, lo stile è elevato e composto, i termini non sono ricercati (eccetto “vedea” = vedevo) e quindi facilmente comprensibili. La sintassi è piuttosto lineare e si individua una sola analogia: il muro d’ombra invisibile che è il simbolo di ciò che separa la vita dalla morte. Il ritmo è lento, come se si trattasse di una preghiera; l’insieme crea l’impressione di un’atmosfera molto solenne;