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Spiegazione


La lirica appartiene alla raccolta “Allegria”. Essa rappresenta un’amara e drammatica denuncia della fragilità e del dolore della condizione umana. L’autore esprime in pochi versi il sentimento di inadeguatezza delle forme tradizionali di fronte all’urgenza del messaggio che l’incalzante tragicità della guerra spinge a rendere sempre più sintetico e concentrato. Data l’essenzialità del componimento, si parla di “versicoli”. La parola chiave del testo è “fratelli”, posta simbolicamente [s]all’inizio e alla fine della lirica, nel secondo verso e isolata nell’ultimo. Essa descrive il senso di fragilità e di solidarietà che nasce spontaneamente di fronte allo scatenarsi della violenza della guerra. La fragilità umana è espressa dall’autore attraverso il confronto tra individuo e natura: i fratelli soldati sono assimilati a foglie appena nate. La ripetizione del termine “fratelli” nella parte conclusiva della lirica restituisce agli uomini la propria umanità e dignità. Inoltre, attraverso l’immagine della volontaria rivolta dell’uomo, Ungaretti celebra l’istinto di quest’ultimo alla vita e il desiderio intrinseco nell’animo di ognuno di sfuggire alla morte e alla guerra.[/s]

Testo, parafrasi e analisi


Di che reggimento siete, fratelli?
(il termine “fratelli” suscita un sentimento di solidarietà, introduce un periodo frantumato di pause e silenzi meditativi e anticipa una serie di amare constatazioni sulla condizione umana. La domanda, rivolta ai soldati che si incontrano, è seguita dalla parola “fratelli”: la’utore interroga i soldati che si trovano nelle trincee opposte chiamandoli fratelli poiché tutti, a prescindere dal reggimento, sono accomunati dalla precarietà della vita)


Parola tremante
nella notte
foglia appena nata
nell’aria spasimante
involontaria rivolta
dell’uomo presente alla sua
fragilità

Parola che suona incerta e timorosa nella notte, come una foglia appena nata, istintiva ribellione nell’aria attraversata dalla sofferenza dell’uomo cosciente della sua fragilità

(la parola fratelli vibra nell’aria della notte: non sono i fratelli a vibrare, ma la parola in quanto essa sottende gli esseri umani), paragonabili ad una fragile foglia appena nata; si tratta di un’analogia che rende in modo nitido e delicato la dolcezza suscitata dalla parola fratelli. L’aria è spasimante (è come se la stessa atmosfera avesse paura) per i colpi dell’artiglieria a cui si aggiungono anche il tremore e l’ansia, percepiti quasi materialmente, dei soldati che combattono, fratelli nella sofferenza e nel dolore (la presenza dell’uomo indica un’automatica e istintiva rivolta nei confronti della legge della fragilità nella quale ogni uomo è per l’altro fratello nel dolore)


fratelli
(l’isolamento della parola indica la solitudine che cova dentro ognuno dei soldati la cui vita è precaria e incerta).

La lirica è tratta dall’ultima redazione della raccolta giunta fino a noi. Nella versione precedente, pubblicata nel 1916, anziché “parola tremante nella notte foglia appena nata”, i versi 3, 4 e 5 recitavano: “tremante parola nella notte come una fogliolina appena nata”. L’elisione della preposizione come e la riduzione della parola “fogliolina” in foglia rendono evidente il tentativo sempre più marcato di accrescere l’intensità lirica e di ridurre i termini alla loro essenzialità.

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