Ominide 1407 punti

I fiumi


I fiumi” è una poesia di Ungaretti, inserita all’interno della raccolta poetica “L’allegria”.
Questa poesia riflette una situazione esistenziale di precarietà; fu scritta, infatti, da Ungaretti durante la guerra, in un attimo di tregua, quando si immerse nelle acque del fiume Isonzo e gli vennero in mente altri fiumi che costituiscono alcune fasi della sua vita. Il fiume Nilo rappresenta l’Egitto, quindi l’infanzia di Ungaretti, il fiume Serchio che scorre nel Lucchese rappresenta la sua famiglia e il fiume Senna si riferisce ad una fase della vita dell’autore vissuta a Parigi.
Alla fine della sua giornata, Ungaretti, con un brevissimo salto temporale, ricorda ciò che ha fatto durante mattina: si è immerso nell’acqua del fiume Isonzo e l’acqua lo ha spinto a ricordare altri fiumi che costituiscono la sua Storia, compiendo così un ulteriore salto temporale verso il passato.
Al verso 1 l’albero mutilato, abbandonato in una dolina (cavità carsica tipica di quel paesaggio che deriva dall’erosione del terreno grazie all’opera dell’acqua), richiama la condizione del soldato che è abbandonato a sé stesso e alle sorti della guerra. Questa dolina ha lo stesso languore di un circo prima e dopo lo spettacolo; esprime, cioè, un senso di solitudine e di abbandono. Il poeta-soldato sfugge a questa sensazione di abbandono, riconoscendosi parte di un Tutto e non un elemento in disparte rispetto alla Natura.
La prima e l’ultima strofa abbracciano in modo circolare la poesia, poiché sono scritte durante la notte mentre il poeta sta ricordando, mentre le altre strofe rappresentano il flashback di ciò che il poeta ricorda, tornando indietro prima al mattino e poi ad alcuni ricordi della sua vita.
L’acqua in cui il poeta si immerge costituisce quasi una tomba che lo accoglie ( “in un’urna d’acqua” verso 10; l’urna è il contenitore dei resti mortali dell’uomo).
Hai bisogno di aiuto in Giuseppe Ungaretti?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email