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Commiato di Giuseppe Ungaretti


Commiato(Giuseppe Ungaretti)


da L’allegria


Gentile
Ettore Serra
poesia
è il mondo l’umanità
la propria vita
fioriti dalla parola
la limpida meraviglia
di un delirante fermento

Quando trovo
in questo mio silenzio
una parola
scavata è nella mia vita
come un abisso


La dedica all’amico Ettore Serra sembra fondersi con il contesto, in cui Ungaretti definisce la poesia come la “limpida meraviglia”, fioritura dell’intera e più gioiosa dimensione dell’esistenza, frutto del “delirante fermento” dell’ispirazione.

Nella seconda strofa Ungaretti passa dalla poesia in generale alla sua poesia: la “propria vita” (v. 5) diventa la “mia vita” (v. 12), mentre il termine “parola” è ripreso nel significato più profondo (opposto a “vocabolo”). Ungaretti esprime, qui, la condizione di “silenzio” indispensabile affinché la poesia nasca (si notano le pause scandite tra i versi). Egli trova “una parola”, ossia penetra nel buio abissale di sé senza turbarne né conoscerne il segreto. La poesia è per lui strumento di ispezione dell’insondabile “abisso” delle radici dell’essere.

Commiato, Ungaretti: figure retoriche


La poesia si suddivide in due strofe con versi liberi utilizzati. A livello sintattico predomina l'essenzialità, non sono inoltre presenti dei segni di interpunzione, ma solo un unico spazio tra le due strofe.

Tra le figure retoriche troviamo:
-l'ossimoro nell'accostamento tra due sostantivi che esprimono dei concetti differenti: limpida meraviglia.
-gli enjambements: "poesia...è il mondo l’umanità" e "una parola...scavata è nella mia vita".

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