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Giovanni Verga: vita e poetica, trattazione sintetica


Giovanni Verga è stato uno dei più importanti scrittori della letteratura italiana, nonché uno dei massimi esponenti del Verismo italiano ed europeo.
Il periodo storico in cui Verga ha vissuto è stato fortemente impregnato da avvenimenti storici che hanno notevolmente influenzato le opere dell’autore: in particolare, i moti risorgimentali, il periodo unitario e post-unitario e la prima guerra mondiale.
La novella “Rosso Malpelo” ha costituito una svolta nella produzione di Verga: è costituita la prima opera verista. Successivamente, l’autore pubblica le opere “Vita dei campi” e “Novelle Rusticane”, “I Malavoglia” e “Mastro don Gesualdo”.
Questi ultimi hanno al centro dei personaggi vinti, cioè i deboli, gli umili, che sono sempre in lotta contro il destino e le difficoltà della vita. I vinti soccombono quando si allontanano da quello che Giovanni Verga denomina “l’ideale dell’ostrica”, cioè la fedeltà alle condizioni sociali a cui siamo predestinati.
La poetica di Verga è caratterizzata dalla centralità della verità reale della vita: Verga riesce a rappresentarla senza intrusioni autobiografiche e soggettive.
Verga sosteneva che il progresso inesorabile della specie era costruito sull’infelicità della persona, da cui il suo tragico sentimento della vita.
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