Ominide 378 punti

GIOVANNI VERGA

POSITIVISMO

Nella seconda metà dell'800 si sviluppa la cultura positivista che ha come sapere fondamentale la scienza sperimentale di Galileo che inizierà ad essere applicata all'uomo, creando nuove sceinza (non razionali: Sociologia come comportamento della massa, Psicologia come comportamento del singolo).
In questo contesto culturale in Italia si sviluppa il VERISMO (naturalismo in Francia, Realismo) con il quale infatti lo scrittore non ha più il compito educativo che aveva durante il Risorgimento, ma ha il compito di fotografare e descrivere oggettivamente la realtà. I massimi esponenti del Verismo sono: Giovanni Verga, Luigi Capuana e Federico de Roberto.

GIOVANNI VERGA (Catania 1840-1922)

Si sposterà prima a Firenze (in quel periodo ('65) da poco capitale d'Italia), e poi a Milano, importante centro culturale ed editoriale d'Italia.

OPERE


-Rosso Malpelo (1878) novella;
-Vita dei Campi (1880) raccolta;
-Malavoglia (1881) romanzo;
-Novelle Rusticane (1883) raccolta (scritte a Milano).

ROSSO MALPELO (1878)

è una novella che racconta la triste vicenda di un ragazzino siciliano che lavora in una miniera, e che le credenze popolari raccontano come cattivo a causa dei suoi capelli rossi (da cui il nome). Durante la storia ci saranno tre morti: il padre, l'asino “Grigio” e Ranocchio.
Nella storia si capisce che Rosso ha capito come funzione il mondo e il perchè tutti lo trattano male. Si sente superiore perchè sa, e quindi non reagisce, anzi si dichiara colpevole di tutto ciò che accade anche quando non lo è. Cerca di insegnare questo anche a Ranocchio. Morirà nella miniera come il padre. (contesto di forza per vivere nella miniera).
Verga racconta la storia come se fosse uno degli abitanti del paese e quindi con gli occhi dell'ignoranza popolare, giustificando e interpretando tutto ciò che fa Malpelo come cosa cattiva.

VITA DEI CAMPI (1880)

Nella premessa della novella “L'amante di Gramigna” Verga scrive una lettera a uno scrittore sardo-milanese: Salvatore Farina; al quale spiega come il suo racconto possa essere considerato un documento umano in quanto i fatti raccontati sono raccontati come li si sente dalla gente. Verga spiega che per il Verismo l'opera deve sembrare essersi fatta da sé coem un fatto naturale.

I MALAVOGLIA (1881)

All'inizio doveva intitolarsi “Padron 'Ntoni” e doveva essere solo una novella. Nella novella “Fantasticheria” (vita dei campi) si possono riscontrare gli stessi personaggi che si trovano nei Malavoglia (è considerato un abbozzo preliminare). Nella novella Verga mostra a una donna di città come vivono gli abitanti di piccoli paesi siciliani (Acitrezza) e spiega perchè non cercano di migliorare il loro stile di vita usando come esempio un formicaio, e spiegando esplicitamente l'Ideale dell'ostrica che sta ancorata allo scoglio e non si fa trasportare dalla “fiumana del progresso”.

Il romanzo si ambienta ad Acitrezza, un villaggio di pescatori vicino a Catania, dal 1863 fino a circa il 1877-78.
i personaggi sono il nonno e capofamiglia Padron 'Ntoni, il padre Bastianazzo, la madre Maruzza e i figli: 'Ntoni, Mena, Luca, Alessi e Lia.
I protagonisti decidono di indebitarsi e di iniziare a commerciare lupini (legumi) per guadagnare di più, ma la barca (Provvidenza) naufraga e muore il padre.
'Ntoni è alla leva militare, il nonno per pagare il debito vende la casa del nespolo mandando a monte il matrimonio di Mena. Luca muore in guerra, nella battaglia navale di Lissa, e la madre di colera.
'Ntoni torna dalla leva e finisce in carcere perchè si da al contrabbando, Lia verrà disonorata in quanto aveva una relazione con un brigadiere e si prostituirà in città. Solo Alessi sposa Nunziata e ritornando a fare il pescatore riesce a ricomprare la casa e a ricreare la famiglia (ideale dell'ostrica).
Nella premessa dei Malavoglia Verga spiega che questo romanzo farà parte del Ciclo dei Vinti → Malavoglia, Mastro don-Gesualdo, Duchessa di Leyra (scrive solo i primi capitoli e non continua), L'Onorevole Scipioni, L'uomo di lusso.
I romanzi trattano sempre lo stesso tema ma sviluppato in classi sociali diverse.

IL CORO: la storia sembra essere raccontata dagli abitanti del villaggio, pettegolie curiosi che commentano la vicenda. Questo è il punto di vista del racconto. Il narratire regredisce fino a sparire, guardando i fatti con gli occhi dei personaggi.

NOVELLE RUSTICANE (1883)

“LA ROBA”

è una novella ambientata nella piana di Catania, che racconta di un certo Mazzarò che possiede un sacco di roba (materiale) e che quando sente che sta arrivando la sua morte si dispera perchè vuole portare con sé la sua roba (scena finale). Per guadagnare e accumulare roba non spende per sé, e l'unica cosa che lo distingue da un povero contadino è un berretto di seta nero. Tratta i suoi dipendenti come fossero la roba e li tiene d'occhio quando meno se l'aspettano. Non si fa annunciare, li sorprende.
La storia è raccontata a un viandante da un lettighiere. Anche qui il narratore regredisce. Mazzarò incarna la cultura borghese dell'800 dell'accumulo, che poi nel 1900 diventerà consumismo. L'identità di Mazzarò dipende dai beni che accumula. Ci si identifica.Nel racconto vengono utilizzate molte espressioni uguali al parlato (minchione, maiale, brillante), tra cui ricco come un maiale e la testa di un brillante. È comunque sconfitto dal progresso, perché poi impazzisce pur di portare con se la sua roba.

Hai bisogno di aiuto in Giovanni Verga?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email