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Giovanni Verga e il Verismo – ideologia

Giovanni Verga è il capofila del Verismo, movimento letterario nato nell’ambiente milanese negli anni Ottanta e Novanta dell’Ottocento, che inaugura la letteratura dell’Italia Unita, sotto l’influenza del Naturalismo francese.
Il termine “verismo” indica delle correnti letterarie molto diverse. Verga elabora un proprio stile letterario, soggettivo e personale, senza fondare alcuna scuola stilistica.
Verga acquisisce la sua fama con i suoi “romanzi mondani”.
La svolta verista avviene con la pubblicazione della novella “Rosso Malpelo”, nonostante degli abbozzi di questa nuova forma stilistica fossero presenti anche in alcuni romanzi antecedenti.
Verga si propone di dipingere il vero, ovvero di rappresentare oggettivamente gli effetti negativi e devastanti del progresso. Giovanni Verga ha un’ideologia pessimistica, in quanto è convinto che i rapporti sociali siano regolati dall’immodificabile meccanismo sociale di preminenza dei più forti sui più deboli: tutti gli uomini operano mossi da egoismo, interessi economici, di potere, politici e da un interesse di sopraffazione sull’altro.

Per questo motivo, per Verga, la letteratura non può migliorare la realtà circostante, bensì può soltanto essere uno strumento per indagarla oggettivamente e lucidamente.

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