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Verga - Rosso Malpelo


Rosso Malpelo presenta gli elementi che caratterizzano le opere maggiori di Verga: l’attenzione al mondo degli umili, il rispetto per le sofferenze di umanità vinta, l’analisi di una società dominata da ferree leggi economiche. Il punto di vista, il modo di raccontare è oggettivo:
l’autore si tiene in disparte, non commenta, non esprime giudizi morali, sembra limitarsi a una rappresentazione reale dei personaggi, dell’ambiente, degli avvenimenti, eppure traspare la sua profonda pietà per questo mondo dei vinti. Il linguaggio è scarno, essenziale.

« Malpelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi; perché era un ragazzo malizioso e cattivo, che prometteva di riuscire un fior di birbone. Sicché tutti alla cava della rena rossa lo chiamavano Malpelo; e persino sua madre, col sentirgli dir sempre a quel modo, aveva quasi dimenticato il suo nome di battesimo. »

La novella descrive la misera vita e la tragica fine di Rosso Malpelo, un povero ragazzo minatore che cresce solo e selvatico nella cava di sabbia dove ha visto morire il padre. Considerato un ragazzo malizioso e cattivo per i suoi capelli rossi, che la superstizione popolare interpreta come un sicuro segno di malvagità, Rosso Malpelo viene preso in giro, maltrattato, disprezzato da tutti, persino dalla madre e dalla sorella. Emarginato da una società violenta e ignorante, perché misera e sfruttata, egli è incapace di ribellarsi, di intravedere una speranza, di sognare un mondo diverso. Rosso Malpelo accetta con rassegnazione il proprio destino fino a sparire, un giorno, nelle profondità della cava.

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