Pessimismo in Giovanni Verga

E' l'elemento caratterizzante della sua mentalità e deriva dalla sua condizione: per lui la società non può essere cambiata e la vita è sottoposta a un meccanismo di lotta per la sopravvivenza. Questo meccanismo non si può modificare, perciò nessun cambiamento politico potrebbe far migliorare le condizioni. Da ciò è chiara la sua posizione conservatrice in politica

Il pensiero di Verga può venire interpretato grazie all’Epistolario. Secondo Verga il lettore non può giudicare, perché la realtà non può venire modificata. Infatti il suo intento quando scrive è far venire alla luce la realtà del sud, ma non si sofferma mai sul dare un giudizio dal punto di vista morale. Zola sostiene che la lettura attraverso un’indagine sociale può evidenziare condizioni errate, infatti è progressista e si impegna attivamente in politica.

Verga rimane lontano al positivismo e non abbraccia il mito del progresso.
non ha pietà verso le masse popolari che rappresenta, a differenza di altri contemporanei che hanno un portamento paternalista. Verso il mondo contadino rimane distaccato, non lo valorizza, non è un rifugio dalla modernità, ma è un esempio.
I contadini li rappresenta perché rispecchiano i problemi presenti in tutta Italia; nel fare ciò Giovanni Verga non va al sentimentalismo, ma esprime quello stato primitivo, puro. In questo senso distrugge il mito del mondo contadino, considerato precedentemente un rifugio ideale.
Sia Verga che Manzoni sono realisti. Il realismo di Manzoni è moderato, non fa una rappresentazione della realtà oggettiva come Verga.

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