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Giovanni Verga


Giovanni Verga, è considerato uno degli intellettuali più importanti del 1000 ottocento, fondatore del verismo in Italia. Nasce in Sicilia nel 1840 e scrisse le sue opere maggiori tra cui “I malavoglia”,”La roba”,”La lupa”, dove vengono descritte scene di vita quotidiana.
Rosso malpelo”, è un’altra delle opere maggiori dove si tratta invece il tempo dello sfuttamento minorile.
Essa è È la prima opera di natura verista. Dal 1878 in poi, Verga utilizza una tecnica innovativa, dove nelle sue opere lascia spazio alla libera interpretazione del lettore. Questa tecnica narrativa è molto evidente agli occhi del lettore perché Verga nelle sue opere in particolare nei malavoglia e nelle novelle, rappresenta ambienti popolari personaggi delle classi più basse dove linguaggio era molto diverso da quello dello scrittore borghese. Utilizza infatti molti modi di dire e proverbi con una sintassi elementare e scorretta.

Malavoglia


Nei malavoglia verga racconta le vicende della famiglia malavoglia,ambientato nel paese di Aci trezza.
Padron’Ntoni vive nella Casa del Nespolo con il figlio Bastianazzo e sua moglie.
Malavoglia è un Antifrasi, perché in realta la famiglia e una famiglia di pescatori che escono sulla loro barca La provvidenza.
Ntoni, nipote di Padron’Ntoni viene Chiamato alla leva militare e così Padron’Ntoni chiede un prestito per comprare un carico di Lupini.
Bastianazzo salpa con la provvidenza e i lupini ma in una tempesta, muore.
Dopo la morte c’e un grande debito da pagare. Ntoni al ritorno dalla lega viene arrestato per aver accoltellato una guardia. Dopo l’annullamento del matrimonio di Mena, Pacron’Ntoni finisce la sua vita in ospedale e Alessi, il figlio piu piccolo, riesce a riscattare la casa.
La famiglia ormai è distrutta e Ntoni all’uscita della prigione capisce di non poter tornare alla casa del nespolo e si allontana per sempre.

Rosso Malpelo


Rosso malpelo è il protagonista, chiamato così per il suo colore di capelli e considerato malvagio.
Suo padre muore nella cava dove lavorava con suo figlio e a causa della sua morte Malpelo diventa violento.
Conosce Ranocchio, un bambino costretto a lavorare a causa di una frattura e dopo poco muore. Malpelo rimane solo e inizia ad accettare tutte le richieste piu pericole accettando un giorno di andare a trovare un collegamento verso un pozzo portando con sé tutti gli oggetti del padre.
Rimase disperso e divenne una leggenda popolare.

Mastro Don Gesualdo


Fa parte del Ciclo dei vinti.
Il romanzo è ambientato di Vizzini, come protagonista Gesualdo Motta.
È un uomo avido e ambizioso, viene chiamato mastro-don da verga in senso ironico, perché nonostante sia diventato nobile dentro di sé era ancora un muratore.
Diventa da lavoratore a Nobile con il matrimonio di interesse con Bianca Trao ma lo fa arrivare a una rovina economica.
Bianca lo sposa a causa delle sue condizioni economiche e perché già incinta.
Per sposare Bianca,Gesualdo rinuncia al matrimonio con Diodata, una serva che gli da dei figli.
Tutto il paese lo disprezza, Bianca muore e lascia una figlia Isabella che lo diprezza per le sue origini.
Viene mandata in collegio e poi obbligata a un matrimonio con il duca di Leyra
Viene portato a Palermo dal cugino e quando ormai in fin di vita Isabella cerca di riconciliarsi con lui ma ormai è troppo tardi e li Gesualdo muore solo.
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