Video appunto: Verga, Giovanni - Mondo arcaico e irruzione della storia
Come in Rosso Malpelo anche nei Malavoglia si può cogliere subito dalle prime righe la novità introdotta da Verga nell'impostazione narrativa. Il racconto non è condotto dal narratore onnisciente proprio del modello manzoniano, che dà ampie informazioni sull'ambiente, sugli antefatti della vicenda, sui personaggi che entrano in scena; infatti la voce narrante proviene chiaramente dall'interno del mondo rappresentato e si colloca al livello culturale dei personaggi stessi.
Numerosi indizi ce ne avvertono: il narratore dà per scontato che il soprannome Malavoglia sia giusto l'opposto rispetto alle caratteristiche effettive della famiglia (come dev'essere). Il narratore testualmente afferma poi che i pezzi grossi son quelli che possono aiutarci, dove il pronome ci testimonia come chi narra faccia parte delle basse sfere. Si possono poi notare modi di dire tipici e riferimenti a particolari legati a un determinato ambiente. Non solo, ma si parla di certi personaggi come se fossero perfettamente noti e non ci fosse bisogno di fornire ragguagli su di essi.

Per lo più siccome in Verga manca l’intento di denunciare la realtà, di fatto dà vita a una denuncia ancora più radicale perché si limita a rappresentare la realtà nella sua brutalità, esattamente come è. Nel finale Malpelo muore, liberandosi di un peso, oppure semplicemente fugge dalla dura realtà della miniera.