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I Malavoglia


Genesi: l’idea nasce nel 1875 con il nome “Padron ‘Ntoni”. Viene modificato e ampliato in base alla correlazione con il ciclo dei Vinti e pubblicato nel 1881 ma non viene compreso dal pubblico.
La vicenda: si svolge dopo l’Unità d’Italia, tra il 1863 e il 1878, e parla delle vicende dei Toscano, un’umile famiglia di pescatori di Aci Trezza, conosciuti come i “Malavoglia”. La famiglia è composta da:
il vecchio padron ‘Ntoni
Bastianazzo, il figlio di padron ‘Ntoni
Maruzza detta la Longa, moglie di Bastianazzo
i loro 5 figli: ‘Ntoni, Mena, Luca, Alessi, Lia.

‘Ntoni è costretto a partire per il servizio di leva e la famiglia perde un aiuto importante: ricorre quindi all’aiuto di zio Crocifisso (usuraio) da cui acquista a credito una partita di lupini per rivenderli nel porto di Riposto. Durante il trasporto la barca naufraga: il carico va perso e Bastianazzo muore. La famiglia tenta di saldare il debito e inizia così una serie di sventure. Luca parte per la leva e muore; Maruzza muore di colera; ‘Ntoni parte per cercare la fortuna ma torna e si dà al contrabbando. Sono quindi costretti ad ipotecare la casa, la perdono e si impoveriscono ancora di più. Accade un secondo naufragio e ‘Ntoni finisce in carcere, Lia si prostituisce e padron ‘Ntoni muore solo. Gli unici a sopravvivere sono Mena e Alessi, che sposa la cugina Nunziata e riesce a ricomprare la “casa del nespolo”. ‘Ntoni scompare.

Le visioni: il romanzo si basa sulla contrapposizione di due visioni, la prima consiste nella fedeltà alla tradizione e alla religione, con una visione della realtà arcaica e statica; la seconda vede irrompere modernità e progresso, nella speranza di un profitto. I Malavoglia tentano di migliorare la loro condizione ma finiscono in una serie di disgrazie: si vogliono dimostrare gli effetti negativi del progresso sui ceti umili.

La struttura binaria: nella prima parte la purezza morale dei Malavoglia (padron ‘Ntoni) si oppone alla comunità cinica e interessata del villaggio (zio Crocifisso), ma questa investe anche la famiglia, inducendo padron ‘Ntoni all’affare dei lupini. Nella parte centrale si contrappongono tradizione (padron ‘Ntoni vuole recuperare la casa) e innovazione (‘Ntoni insoddisfatto). Al mondo chiuso del paese si oppone lo spazio aperto della città, misteriosa e pericolosa.

Le novità: impersonalità, regressione, coralità del popolo. Adozione del discorso indiretto libero, che riproduce il dialetto. I punti di vista prima dei Malavoglia e poi degli abitanti, producono un effetto di straniamento. Molto utilizzati sono i proverbi, i modi di dire tipici, similitudini e metafore.
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