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Impersonalità verghiana

L'autore deve fare in modo che il testo sembri la trasposizione precisa di cose che realmente esistono: ogni fatto che viene messo per iscritto, infatti, dev'essere pedissequamente documentato, faccia a faccia, senza che ci sia il filtro dello scrittore. L'autore deve infatti cercare di eclissarsi, di non risultare chiaramente visibile e identificabile, ma mettersi invece nei panni dei protagonisti e cercare di vedere le cose come se fosse loro, con i loro occhi, i loro pensieri e la loro mentalità (sia essa aperta o chiusa, vicina o molto lontana da quella dell'autore stesso). Verga pensa infatti che solo in questo modo si può riuscire ad avere l'impressione di assistere ai fatti in prima persona (questo è anche il motivo principale per cui lo scrittore priva i suoi testi di un antefatto e di un vero e proprio profilo psicologico dei personaggi: essendo egli stesso, un personaggio, non gli è possibile sapere più di quanto non dovrebbe). Ma sarebbe sbagliato pernsare che l'impersonalità vergana miri a eliminare qualsivoglia rapporto tra autore e opera, oppure che l'intenzione dello scrittore sia una semplice affermazione psicologica: si tratta infatti di un vero e proprio programma di poetica. L'opera deve presentarsi al pubblico 'come se': dev'essere 'come se' l'autore di eclissasse, 'come se' l'opera si fosse fatta da sé. In questo senso, l'impersonalità diventa per Verga un procedimento per ottenere effetti artistici (dietro l'opera infatti, benché 'sembra' non esserci, c'è sempre un artista).

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