Concetti Chiave
- Nel volume "Vita dei campi" Verga utilizza la tecnica dell'impersonalità, ad eccezione della novella "Fantasticheria", che funge da introduzione alla raccolta.
- In "Fantasticheria", l'autore descrive il conflitto tra l'ideale romantico del mondo rurale come paradiso perduto e la realtà della lotta per la sopravvivenza.
- La novella introduce il concetto dell'ideale dell'ostrica, dove i deboli si aggrappano ai valori tradizionali per sopravvivere, simboleggiato dalla gente di Aci Trezza.
- La società di Aci Trezza è paragonata alla società delle formiche, ben organizzata e regolata, riflettendo i temi del Naturalismo e del Verismo.
- L'assenza della regressione nella narrazione permette a Verga di esprimere direttamente le sue opinioni critiche verso l'alta società e di solidarietà verso gli umili.
Fantasticheria
Nel 1880 Verga raccoglie nel volume Vita dei campi una serie di racconti pubblicati tra il 1878 e il 1880. Nell'opera sono presenti figure caratteristiche della vita contadina siciliana e viene applicata la tecnica narrativa dell'impersonalità (con eccezione di Fantasticheria).
Queste novelle appartengono a un periodo di transizione tra il gusto romantico e le nuove tendenze veristiche. Lo scrittore inizia a studiare "scientificamente" le leggi del meccanismo sociale e riconosce che anche il mondo rurale è dominato dalla legge della lotta per la vita). Permangono alcune tracce dell'atteggiamento romantico: l'ambiente rurale è descritto nostalgicamente come un paradiso perduto, in opposizione all'artificiosità della vita cittadina e borghese, e spesso appare il motivo tipicamente romantico del conflitto fra l'individuo "diverso" e il contesto sociale che lo rifiuta e lo espelle.
La novella è la prima della raccolta e fa da introduzione a Vita dei campi.
L'autore si rivolge in forma di lettera a una dama dell'alta società, fermatasi nel villaggio di Aci Trezza, perché affascinata da quel mondo pittoresco di pescatori. Il primo momento di romantica illusione della donna la porta a soffermarsi sulle bellezze del paesaggio, però dopo alcuni giorni si rende conto della monotonia della vita di paese e della sua società e ne fugge annoiata.
Gente di Aci Trezza: ideale dell'ostrica e società delle formiche
Il narratore cerca di spiegarle le caratteristiche della vita di Aci Trezza: presentando il punto di vista della povera gente che vi abita, indispensabile per capire la natura del posto.
La gente di Aci Trezza viene spiegata con il principio dell'ideale dell'ostrica (per i deboli è necessario rimanere legati ai valori di famiglia, lavoro, tradizioni, per evitare che il mondo, il "pesce vorace", li divori). I paesani si aggrappano allo scoglio e resistono alla violenza delle onde anche grazie alla loro vicinanza reciproca. Talvolta, i singoli personaggi di Verga si allontanano dallo scoglio del loro paese, alla ricerca di un progresso o di un miglioramento che sarà loro negato.
La gente di Aci Trezza è paragonata anche alla società delle formiche, è organizzata secondo regole, architetture e ruoli precisi. Si tratta di una similitudine tipica dell'epoca del Naturalismo, poi del Verismo.
Idealizzazione del mondo rurale
Nella novella sono presenti parecchie anticipazioni a personaggi ripresi ne I Malavoglia: il vecchio padron 'Ntoni, la Longa, 'Ntoni, Luca, Mena, Lia. Manca il "coro" del paese, essenziale alla struttura narrativa dei Malavoglia, e che rappresenta l'egoismo, la logica dell'utile, l'insensibilità umana.
Assenza della regressione
È assente il procedimento della regressione: la voce narrante rappresenta direttamente l'autore stesso e il suo mondo. Non mancano atteggiamenti polemici e moralistici contro l’alta società e di pietà umanitaria per gli umili (clima dei romanzi romantici e della Scapigliatura).