Video appunto: Verga, Giovanni - Fantasticheria (4)
Fantasticheria è una novella che fu scritta sicuramente prima del 1878 e fu pubblicata per la prima volta sul Fanfulla della domenica nel 1879; in seguito fu raccolta in Vita dei campi. Verga si rivolge in forma di lettera a una dama dell’alta società, che, fermatasi nel villaggio di Aci Trezza, perché affascinata da quel mondo pittoresco di pescatori, dopo quarantotto ore ne fugge annoiata.
Il testo già reca in germe i futuri Malavoglia: è facile riconoscerne, appena abbozzati, i personaggi: il vecchio padron ‘Ntoni, la Longa, ‘Ntoni, Luca, Mena, Lia. In quest’opera manca il coro del paese. Per lo più in Fantasticheria il mondo rurale è ancora idealizzato, non visto in modo disincantato e pessimistico. È anche in quest’opera assente il procedimento della regressione, proprio del Verga pienamente verista: difatti la voce narrante rappresenta direttamente l’autore stesso.

Il mare però che per i pescatori è il luogo del duro lavoro, per la nobildonna è un luogo da ammirare. In quanto quella dei cittadini di Aci Trezza è una visione utilitarista, quella dei nobili è invece una visione estetica perché non hanno alcuna necessità di riflettere sul valore funzionale delle cose. Dall’uso dei vezzeggiativi si può evincere che Verga ironizzi sull’atteggiamento nobile, disprezzandolo.Verga sembra quindi muovere una protesta, in realtà la polemica, anche se dovesse essere presente, non avrebbe alcun fine perché i veristi ritengono che la realtà sia immutabile. È percepibile l’ironia ad quando Verga descrive il mare come cattivo nel momento in cui la nobildonna lo tenta di accerezzare con i guanti.