crippy di crippy
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Baudelaire punto di riferimento per i decadenti, anticipatore di molte correnti come anticipa la sua raccolta intitolata “I fiori del male”.
Crede che la realtà sia un’insieme di elementi uniti tra loro e il poeta debba cogliere questa connessione di corrispondenze tra i simboli della realtà, si rifà alla visione di un mistico svedese, Swedenborg, che tra il 600 e il 700 da importanza alla dimensione metafisica tra il mondo terreno e il celeste, legame tra il creato e il creatore. Altri autori: Verlaine, Rimbaud e Mallarmé.
Il decadentismo è unito con altre correnti come: estetismo, simbolismo e spiritualismo.

Estetismo: bellezza, rifiuto del positivismo, no alla massificazione, si ai sistemi elitari. Esteta: importanza alla bellezza portata dall’elite perché i personaggi snob portano bellezza, si alla bellezza dell’arte. Anche se viene vista come fine a se stessa non ha fini pratici o morali. D’Annunzio, Wilde. Simbolismo: è la corrente del decadentismo francese, la visione del reale viene messa in evidenza da B. la realtà è incaricata di una mansione particolare. Spiritualismo: vengono colti altri aspetti della realtà.

Dostoevskij.


Il Decadentismo è un punto di svolta, presente il declino dei valori precedenti per i quali è necessario reinventarsi e ripartire, è un termine negativo. Il poeta viene paragonato all’impero romano quando sta per crollare, alla fine della sua bellezza. Declino anche negli stati d’animo caratterizzati dalla noia, dalla passività e dal vuoto.
Verlaine scrive il manifesto intitolato “Languore”. L’arte è raffinata e preziosa ma è vuota e fine a se stessa è un pur esercizio formale (mentre in Pascoli non c’è questa idea di arte).

Pascoli

Nasce nel 1855 a San Mauro di Romagna e muore nel 1912 a Bologna. Vive in una famiglia agiata il padre è un amministratore di proprietà terriere questo permette ai figli di studiare a Urbino presso i padri scolopi ricevendo così un’educazione classica. il dramma accade il 10 agosto 1867 quando suo padre viene assassinato con una fucilata, senza riuscire a trovare i responsabili, questo è ciò che fa soffrire il figlio e lo porta a scrivere. Si trasferisce a Bologna per problemi economici.
Quando moriranno anche la madre, una sorella e due fratelli lui rimarrà ancora più scosso e attaccato alla sua famiglia d’origine rimanente tant’è che parlerà di nido famigliare composto idealmente da madre e figlio/i, questo attaccamento gli impedisce di crearne una sua.

Si impegna in politica: anarchico socialista antigovernativo: partecipa ad una manifestazione nella quale viene arrestato e rimane traumatizzato da questo fatto per questo si dedica alla politica socialista pacifista e rifiuta la lotta di classe, viene influenzato dal cattolicesimo e dal cristianesimo.
Si laurea in ritardo e ne soffre per questo, insegna nei licei latino e greco di Matera, Massa, Livorno e sono presenti ancora delle antologie che lui ha curato personalmente. Insegna all’università di Bologna italiano posto ricoperto anche da Carducci con il quale ha legami di amicizia.
Vuole ricostruire il nido famigliare con due sorelle, Ida e Maria; soffre molto quando Ida si sposa lui cade in depressione al punto da non andare neanche al matrimonio perché lo considera un tradimento.
Questo viene visto come un segno di immaturità nel vedere la passione amorosa tra uomo e donna.
Scrive opere sincroniche perché mischia più generi in una poesia, ha tre scrivanie prosa, poesia e critica letteraria.
Tra il 1890 e il 1910 pubblica i suoi lavori:
• Myricae: arbusti, parte più consistente.
• Poemetti
• Canti di Castelvecchio
• Poemi conviviali.
• Scrive poesie in latino e 13 medaglie d’oro ad un concorso ad Amsterdam.
Viene considerato un poeta vate perché scrive discorsi patriottici e ufficiali sulla guerra in Libia.

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