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Pascoli riduce al minimo la struttura sintattica delle poesia; infatti egli spesso spezza il discorso con esclamazioni, interrogazioni e divide il periodo in frasi brevi e coordinate. Pascoli cerca anche di utilizzare dei termini che si comprendono ma non si possono parafrasare come ad esempio fulmini fragili e soffi di lampi. Il lessico è un altro terreno di innovazione per Pascoli, infatti egli aggiunge termini dialettali nelle proprie poesie. L'aspetto più straordinario di pascoli è la capacità di manipolare il materiale sonoro della lingua. Egli utilizza molte onomatopee ed effetti ottenuti dal suono delle parole . La metrica di Pascoli è un altro buon elemento. Egli da un lato abbandona la forma chiusa del sonetto e dall'altro rifiuta gli esperimenti di verso libero. Utilizza una grande varietà di metri regolari, varie rime e pause imprevedibili e continui enjambement. Pascoli sembra un poeta facile che è stato in grado di collocarsi tra i fondatori della poesia moderna. In questo modo la fortuna di Pascoli sia stata ampia ma contraddittoria: da un lato ottenne un successo incontrastato presso il pubblico meno smaliziato e nella scuola; dall'altro una certa freddezza della critica accademica e militante, fino a quando non sono state messe in luce le sconvolgenti novità tematiche e formali di questa poesia.

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