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Le opere: Myricae e Canti di Castelvecchio

Il Pascoli che studiamo è quello dei frammenti lirici, bozzetti, componimenti che sono immediati e sintetici, intuizioni non allucinazioni, dove a delle sensazioni intense visive e suoni si associano emozioni. Quindi dall’impressione che si scatena nell’autore viene realizzata la forma poetica che evita dilungamenti. Ecco perché abbiamo una sintassi semplificata. Questo tipo di poesia corrisponde alla semplicità apparente dell’approccio del fanciullo al mondo. Questo tipo di poesia rappresenta una novità, Pascoli ha continuato il lavoro di innovazione della poesia classica. Questo processo possiamo inizializzarlo da Foscolo, poi Leopardi con la canzone libera, fino ad avere un’accelerazione con Pascoli che non segue più le strutture classiche. Lui rinnova dall’interno la tradizione classica, proprio perché è autorevole della conoscenza della cultura classica, gli è permesso di fuoriuscire dagli schemi; quindi non troviamo più l’isosillabismo, gli schemi metrici e abbiamo il verso libero,sciolto dalla rima, con accostamenti di settenari, liberamente associati. Elemento importante è soprattutto la ricerca fonetica nella natura. Quindi questo frammentismo lirico lo troviamo principalmente in due opere: Myricae e i Canti di Castelvecchio che sono i due gruppi di opere principali nella poesia pascoliana

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