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Giosuè Carducci: Via Ugo Bassi


Quando porge la man Cesare a Piero,
Da quella stretta sangue umano stilla:
Quando il bacio si dan Chiesa ed Impero,
Un astro di martirio in ciel sfavilla.


Ma nel cuor de le genti il chiuso vero
Con un guizzo d’amor risponde e brilla:
Ne la notte l’amor e nel mistero
Le folgori de l’ira dissigilla.


Di ghirlande votive or questa via
Nel solenne suo di Bologna adombra
D’un prete sconsacrato a l’alma pia.


Ma lascia tu nel gran concilio sgombra,
Roma, una sedia: a te Bologna invia
Tra’ carnefici suoi del Bassi l’ombra.

Parafrasi


Quando il potere temporale (= Cesare, l’Impero) e il potere spirituale (= Piero, la Chiesa) si alleano, da quella stretta di mano sgorga sangue umano (= ne derivano delle persecuzioni). Quando si danno un bacio la Chiesa e l’Impero, in cielo sfavilla la stella del martirio (= si hanno dei martiri)

Ma la verità nascosta nella coscienza dei popoli Con uno slancio di amore risplende e brilla: nell’oscurantismo (= notte) e nel misticismo (= mistero), l’amore per la verità scatena i fulmini dell’ira

Ora, in questo giorno solenne,la città di Bologna riveste questa strada di ghirlande dedicate al ricordo e all’anima buona di un prete sconsacrato

Ma tu, o Roma, nel tuo Concilio ecumenico lascia libera una sedia affinché l’ombra di Ugo Bassi, inviata da Bologna,
possa sedere in mezzo ai prelati che ne decretarono la condanna a morte [venti anni prima]

Commento


Ugo Bassi è stato un sacerdote ed un patriota vissuto nella prima metà del XIX secolo. Per aver preso parte alla difesa della Repubblica Romana, nel 1849 fu catturato e fucilato dagli Austriaci presso la Certosa di Bologna, senza essere stato processato. Venti anni dopo, quando ormai l’Emilia-Romagna con il plebiscito del 1861 era uscita dallo Stato Pontificio per essere annessa allo stato italiano, l’amministrazione comunale di Bologna gli intitolò una via della città. È in tale occasione che Carducci compone il sonetto, con intento chiaramente celebrativo e commemorativo ma anche, e soprattutto, polemico nei confronti dell’autorità e soprattutto del Papato. Non è un caso se nell’ultima terzina si parla di Concilio ecumenico, proprio quando in quegli anni a Roma veniva convocata l’assemblea. Si tratta quindi di un componimento poetico di occasione: l’opposizione al potere temporale del Papa diventa disprezzo nei confronti della religione cattolica e della relativa tradizione. Quindi da un evidente laicismo si passa ad un chiaro anticlericalismo.
Il sonetto è costruito su alcune immagini, o punti di forza, molto incisive:
• Cesare e Pietro che stringono un accordo e questo genera versamento di sangue
• la Chiesa e l’Impero si baciano ed ecco in cielo sfavillare la luce di un martire
• la verità nascosta dal dispotismo religioso e politico emerge e scatena fulmini d’ira, simbolo della reazione del popolo
• il fantasma di Ugo Bassi, seduta in mezzo agli alti prelati
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