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D’Annunzio, Gabriele - Vita e pensiero scaricato 3 volte

Gabriele D’Annunzio (Estetismo)

D’Annunzio, con la sua vita e le sue opere, aspirava a fare la propria vita come si fa un’opera d’arte. L’Estetismo della poetica dannunziana, si esprime in tre forme:
• Estetismo è il culto della sensazione. In una logica decadente la sensazione diviene l'unico criterio per conoscere la realtà;
• Estetismo, per D'Annunzio, è anche panismo (la natura è tutto) e vitalismo;
• Estetismo, è assenza di gerarchie. Per il poeta esteta, le sensazioni raffinate sono preziose quanto quelle volgari. L'esteta si pone al livello stesso delle cose. La realtà non la si può più capire, ma solo assaporare.

La sera fiesolana, “Alcyone”

La lirica fu scritta nel 1899, siamo di sera a Fiesole. Il poeta osserva un tramonto dopo la pioggia, in compagnia dell’amata.

Contenuto del componimento:

- Il poeta si mette in ascolto del dolce paesaggio collinare;
- In esso trova malinconia;
- In quest’atmosfera percepisce la segreta melodia di odori e suoni della natura al tramonto.

Il tema-chiave delle prime due strofe è la Sera, nella seconda strofa ritrae il bruire dolce della pioggia di giugno che scende tiepida sugli olmi. E' l'addio lacrimoso della primavera. La terza strofa, è impostata sull'unione tra la natura e l'uomo: la natura che, sempre chiusa nel suo misterioso silenzio, pare essere sul punto di svelare una verità.

La pioggia nel pineto, “Alcyone”

Composta nel 1902. La primavera ha ormai ceduto il posto all'estate e il paesaggio è quello del litorale toscano, vicino alla foce dell'Arno. L'occasione delle quattro lunghe strofe è il rumore provocato dalla pioggia. L'intento del poeta è quello di ricreare il suono degli elementi della natura, componendo un lungo spartito musicale. La lirica costituisce il risultato artisticamente migliore di Alcyone.

Siamo sul litorale versiliese, nella pineta di fronte al mare. Durante una passeggiata, il poeta e la sua compagna, Ermione, sono sorpresi da un temporale estivo. Prima lui e poi entrambi ascoltano la pioggia, fino ad abbandonarsi internamente alle voci della natura: un canto di cicale, il gracidare delle rane. Da questo spunto narrativo di partenza, D'Annunzio ha costruito il suo invito ad ascoltare e ad assaporare fino in fondo il grande canto della natura.

I motivi conduttori del testo sono:
- Il primo è il motivo panico e antropomorfico, ovvero la graduale assimilazione del poeta e della sua compagna nella fresca e rigogliosa vita vegetale. Questa è una delle tipiche metamorfosi cantate in Alcyone. Essa comporta un mutamento di condizione, nel senso che l'individuo si reifica (diviene cosa), mentre la natura si antropomorfizza (si umanizza).

- L'altro è il motivo dell'amore. Sotto la pioggia si svolge un gioco di fughe e lontananze, di ritorni e abbandoni: i due innamorati si cercano, si lasciano, s'inseguono, senza sosta.

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