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La sera fiesolana - Gabriele D'Annunzio - Analisi - Lessico

I principali arcaismi utilizzati nel testo poetico "La sera fiesolana" sono: laudata, opra, ti sien, bruiva, tepida, desire, ove, aulenti.
Attraverso l'utilizzo di questi termini, il poeta conferisce al testo poetico una musicalità evocativa, uno stile aulico ed elevate, con un alone di religiosità, sacralità e misticismo.

La poesia descrive varie tipologie di sensazioni sensoriali:
- sensazioni uditive
- sensazioni tattili (esempio: "fresche le mie parole").
- sensazioni olfattive
- sensazioni visive

Il testo poetico è caratterizzato da un ampio ed elevato utilizzo di enjambements, che producono un effetto di fluida continuità e contribuiscono a scandire una musicalità ritmica.

Principali espressioni utilizzate

Fresche le mie parole[/b: questa espressione si riferisce alle parole di sollievo che il poeta rivolge all'amata: la sfera uditiva (le parole, appunto) è unita alla sfera sensoriale tattile (la freschezza). Inoltre, attraverso un procedimento analogico, il poeta paragona le parole che rivolge all'amata al fruscio prodotto dalle foglie umide.
Notturno gelo:
è l'aria fresca della notte: il gelo è una sensazione tattile, la notte una sensazione visiva.
Beca la sperata pace senza vederla:
la compagna, protetta dalla luna e dalla sera, trova ristoro, anche senza vederla, perchè deve ancora sorgere. una sensazione visiva, ovvero la non percezione della luna è unita ad una percezione tattile.
Vesti aulenti:

questa espressione si riferisce alle vesti profumate della sera, ovvero agli innumerevoli profumi che si percepiscono in una sera di giugno. una percezione visiva + unita ad una olfattiva.

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