Il Piacere: la crisi dell’estetismo
D'Annunzio comprende che la figura dell'esteta non ha la forza di opporsi realmente all’ascesa della borghesia: è un personaggio fragile in un mondo lacerato da forze e conflitti brutali e il suo isolamento sdegnoso si trasforma in impotenza, il culto della bellezza si trasforma in illusione. L’estetismo entra definitivamente in crisi.
Nasce così Il Piacere, il primo romanzo di D'Annunzio. Protagonista è l'esteta Andrea Sperelli, alter ego dell'autore stesso ed eroe dell'estetismo. Per Andrea, l'arte è il valore assoluto, la vita stessa è concepita come un'opera d'arte e a questa visione estetica della vita vengono subordinati tutti i valori, anche la morale. Egli si innalza al di sopra degli altri e ricerca le sensazioni.
Ma, in Andrea, artista dalla volontà debolissima, il principio del "fare la propria vita, come si fa un'opera d'arte" diventa una forza distruttrice, che lo priva di ogni energia morale e creativa. La sua crisi si manifesta pienamente nel suo rapporto con la donna.
Egli è diviso tra due figure femminili: Elena Muti, la donna fatale, che incarna la lussuria, e Maria Ferres, la donna pura, in cui vede la possibilità di un riscatto morale. In realtà, Andrea mente a se stesso e cerca di sedurre Maria solo perché Elena continua a respingerlo. Quando finalmente Maria si concede, il giovane la chiama per sbaglio con il nome dell'altra donna, provocando la fine del rapporto e restando solo con il voto della sua sconfitta.
Trama
Il conte Andrea Sperelli vive a Roma tra avventure galanti e mondanità, ma è tormentato dal ricordo di Elena Muti, con cui ha avuto una relazione passionale interrotta dalla sua partenza. Quando Elena torna sposata con un ricco Marchese, Andrea tenta invano di riconquistarla e riprende la sua vita dissoluta, finché viene ferito in duello da un marito offeso. Durante la convalescenza in campagna ritrova serenità e conosce Maria Ferres, donna dolce e pura, con cui inizia una relazione che sembra offrirgli redenzione. Tuttavia, tornato a Roma, il riemergere della passione per Elena sconvolge il rapporto con Maria, che lo lascia quando Andrea, incapace di dominarsi, pronuncia il nome di Elena mentre è con lei.
Tecnica narrativa e modelli
La struttura del romanzo risente della tradizione del naturalismo, ma D'Annunzio opera importanti trasformazioni. Viene lasciato molto spazio alla soggettività di Andrea e il narratore interviene pronunciando giudizi negativi sul personaggio, in quanto lo definisce spietato e cinico. Però, anche Andrea è critico verso se stesso e le sue debolezze. Tuttavia, Andrea e il narratore D'Annunzio sono in perfetta sintonia: entrambi legittimano le loro menzogne e desiderano una "esistenza di sogno".
Rispetto al romanzo realista e verista, la narrativa dannunziana presenta una trama basata sull'interiorità del personaggio. Inoltre, la trama è ricca anche di simboli: il rosso (colore della passione) e il bianco (della purezza), i nomi delle due donne (Maria richiama la donna angelicata, la Vergine, mentre Elena si rifà a Elena di Troia, donna fatale).