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Gabriele D'Annunzio

Panismo

In Gabriele D'Annunzio abbiamo il privilegio degli elementi naturali e soprattutto una particolare costituzione che assume la natura nella poesia. Il Fallimento di un sogno è un brano tratto dal piacere, inspirato dalla fase di esteta di D'Annunzio, ma la sua poesia, la sua lirica è legata ad un ennesimo filone che in Italia è il “Panismo”. Sotto il Decadentismo con Verlaine vi si ramificano diverse correnti letterarie come il simbolismo francese e Italiano, poi il Panismo e poi l'Estetismo.
Sebbene l'ideologia dannunziana conosce mutamenti di prospettiva nel corso del tempo, con il confluire agli inizi degli anni Novanta dell'estetismo, nella produzione del poeta di Pescare è possibile cogliere una fonte costante di ispirazione, un “filo” che percorre tutta, dalle prime raccolte, Primo vere e l'edizione giovanile di Canto novo: Il panismo, che consiste in una particolare concezione della natura e del rapporto con essa dell'Io. La natura è vista come un Tutto animato, che palpita di vita, in cui il poeta si immerge sospinto dalla volontà di partecipare alla vitalità cosmica.

Panta rei → Pan = tutto. Abbiamo due etimologie di Pan, il termine Pan indica o il tutto o rappresenta una divinità dei boschi, divinità quindi di un posto naturale e selvatico. Pan è un dio musico, convive con le ninfee. Le due etimologie sono valide perché il panismo è una corrente poetica ed è presente nel Piacere di D'Annunzio che è il suo primo romanzo realizzato nel 1889. D'Annunzio è giovane, nasce in Abruzzo, Pescara però è già a Roma acclamato dai circoli letterali. Prima di Roma era passato per Prato. A Roma si cimenta con il Romanzo. Lui scrive romanzi e raccolte poetiche. Il panismo è l'immedesimazione totale che l'individuo opera con il tutto, con la natura. Questa immedesimazione permette delle soluzioni che opera nella poesia: l'io lirico diventa un elemento particolare. Con il panismo, l'attenzione alla natura diventa un qualcosa di diverso, la barriera tra i due si elimina e l'io diventa parte vivente della natura. Il 1° processo è quindi l'immedesimazione. L'uomo perde i propri tratti fisici per diventare una parte della natura. Dopo l'immedesimazione, la natura può essere concepita come un insieme di oggetti che palpitano, gli elementi sono caratterizzati da un'anima sensitiva, come se questi elementi “vivi” si animassero di un anima sensitiva (euforia, sentimenti umani), queste vibrazioni vengono prese dagli elementi narrativi. Tutto contribuisce con i dinamismo analogico a rendere l'atmosfera che il poeta crea. Quindi per prima l'io scende nella natura, poi la natura si rende partecipe dei sentimenti (aestetism = sensazione).

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