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Gabriele D’Annunzio: Il periodo notturno


Il periodo notturno (o fase notturna) ha inizio nel 1916, anno in cui D’Annunzio venne ferito ad un occhio durante un’impresa militare, una trasvolata, e a causa della ferita fu costretto a portare una benda sull’occhio. In quest’occasione egli compose il cosiddetto “notturno”: si tratta sia di un notturno fisico e fisiologico, ma anche di un notturno dell’anima, accompagnato da un periodo caratterizzato da una forte inntiimità interiore. I testi scritti in questa fase contengono un misto di fantasie del poeta e di allusioni alla convalescenza che egli stava attraversando a causa della ferita all’occhio. Si tratta di una raccolta quasi futturista, in cui la parola viene svincolata da ogni legame sintattico e grammaticale. Il poeta si libera dagli eccessi, dalla retorica del periodo precedente e scompone la sua prosa in frammenti sofferti e privi del tipico superomismo. Nei testi scritti in questo periodo non emerge più il D’Annunzio roboante e solare, che lascia invece il posto a un D’Annunzio più introspettivo: appunto notturno, tanto è vero che la sua prosa acquista un tono naturale e sfumato, trasparente e diafano, con il quale il poeta esprime il rimpianto per la giovinezza perduta. Il Notturno è dunque una raccolta di testi scritti in prosa nei quali il poeta affronta il tema della malinconia, della tristezza che nasce dalla coscienza della caducità e della labilità di tutte le cose e in particolare della giovinezza. Dato che a causa della ferita egli non poteva scrivere, pare che la figlia gli preparasse delle striscie di carta (che il poeta chiama cartigli), in cui egli potesse scrivere. Lo stile utilizzato dal poeta in questa fase può essere assimilato a quello dell’Alcione (terzo libro delle Laudi), considerato il capolavoro della poesia d’annunziana. La lirica principale del libro dell’Alcione si chiama “tregua”, quasi ad indicare la tregua dell’anima del poeta che sarebbe avvenuta successivamente. Tregua è appunto il titolo che apre la raccolta.
La poesia emblematica della fase notturna è “Consolazione”.
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