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Montale, Eugenio - vita, opere, pensiero e poetica scaricato 77 volte

Eugenio Montale


Vita
Nasce a Genova nel 1896 da una famiglia benestante (padre comproprietario di una ditta di prodotti chimici).
1915: L’Italia entra in guerra.

•Legge molte opere di autori simbolisti e dell'avanguardia italiana. Segue studi irregolari a causa della sua salute cagionevole ma divenne comunque ragioniere nel 1915, dedicandosi anche a musica e canto.
1917: Rivoluzione Russa.
1922: Marcia su Roma di Mussolini.
•Nello stesso anno fu uno
dei firmatari del "Manifesto degli intellettuali antifascisti" redatto da Benedetto Croce e prende così le distanze dal fascismo.
•In quegli anni lavora molto come critico letterario collaborando con alcune riviste e orientando sempre più i suoi interessi verso la letteratura inglese (specialmente dopo aver conosciuto Pound ed Eliot). Nel 1917 si arruola come volontario e va a combattere in Trentino. Finita la guerra e tornato a Genova conosce Anna Degli Umberti (donna ispiratrice dal nome con il nome di Arletta o Annetta).

A Firenze nel 1927 trovò impiego presso l'editore Bemporad e successivamente ottenne la direzione del "Gabinetto Vieusseux" (prestigioso istituto culturale). Intanto conobbe l'anglista Praz e il critico Contini (il quale assieme a Eliot lo indirizzano agli studi danteschi), collabora con la rivista"Solaria" e con gli autori della stessa rivista.Nel 1925 pubblica sulla rivista "Primo tempo" di Gobetti - Debenedetti - Solmi la sua prima opera poetica
•"Ossi di seppia".
1935: L’Italia invade l’Etiopia.
1939: Inizia la seconda guerra mondiale.
1940: L’Italia entra in guerra.

•Nel periodo della 2a guerra mondiale visse a Firenze di traduzioni e collaborazioni giornalistiche, accogliendo anche in casa gente come Carlo Levi e Umberto Saba.
Non essendo iscritto al partito fascista perse l'impiego al "Gabinetto Vieusseux" e andò a vivere con Druilla Tanzi ("Mosca") che sposerà nel 1962.
•“Intervista Immaginaria”.
1945: Fine 2° conflitto mondiale.
1946: Referendum, l’Italia diventa Repubblica.
1948: Promulgata la Costituzione Italiana.
Dopo la liberazione della città si iscrisse al Partito d'azione e ricevette un incarico culturale dal Comitato di
liberazione nazionale(ma la sua esperienza politica fu breve poiché maturò il pensiero che essa dovesse rimanere al di fuori dalla poesia e dalla attività intellettuale). Nel 1948 si trasferisce a Milano e collabora con il "Corriere della Sera", con il quale alla fine unì tutto il suo lavoro in varie raccolte:

•"Fuori di casa".
•"La bufera e altro" .
•Il libro di racconti "Farfalla di Dinard".
1978: Uccisione di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse.
Nel 1975 vinse il premio Nobel per la letteratura dicendo "È ancora possibile la poesia?", morì successivamente a Milano nel 1981.


Il pensiero e la poetica
1.Pessimismo: Secondo Montale la poesia nasce dalla dolorosa meditazione sulla propria condizione ed è la forma di vita di chi non vive veramente; nella sua “Intervista Immaginaria” del 1946 lui parla di come si sentiva mentre scriveva la sua opera “Ossi di seppia” [“mi pareva di vivere sotto una campana di vetro, eppure sentivo di essere vicino a qualcosa di essenziale”]  Possiamo trarre dunque l’inconciliabilità tra la vita e la parola e, quindi, l’impossibilità di tradurre le sensazioni in parole, le quali costituiscono un “muro” che impedisce di attingere alla vita.
Non a caso lui stesso è definito il poeta del “male di vivere”: l’esistenza non riserva gioie, né tanto meno il conforto della religione o di un intervento divino; questa idea la si nota in “Occhi di seppia” e in “Le occasioni” in forma di PESSIMISMO ESISTENZIALE, invece vediamo un’evoluzione in “La bufera e altro” poiché si ha l’impegno civile della ricostruzione attraverso al poesia (PESSIMISMO STORICO E SOCIALE).
2.Poesia “Metafisica”: la poesia è una sorta di testimonianza con cui il poeta affida ad interlocutore le sue riflessioni sul disagio esistenziale dell’uomo. La poesia per lui non consente di aprire porte su altre realtà e nemmeno di riscoprire l’identità degli autori in comune con il resto del mondo o con la natura. Definisce dunque la sua poesia “metafisica”, poiché “nasce dal cozzo della ragione contro qualcosa che non è ragione”, per attingere alla profondità irrazionale della realtà.

3.Polemica contro la società dei costumi: dopo gli anni ’60 accentua la sua visione negativa del mondo e gli eccessi della società dei consumi, diventando il suo obiettivo polemico. Da qui notiamo infatti (nelle ultime opere specialmente) accenti ironici nella sua poesia per dare l’idea di una realtà priva di senso:
•Armonia aspra e una musicalità dissonante assieme.
•Rumori.
4.La ricerca del “varco”: lui è costantemente alla ricerca di un “varco” verso l’essenza delle cose e confida in un miracolo per rilevare ciò di cui intimamente è convinto, cioè la nullità dell’esistenza. La parola è dunque lo strumento che serve al poeta per confrontarsi con il mondo attraverso l’osservazione, per rendere una dimensione più autentica utilizza due elementi depositari di un valore simbolico:
•La poetica degli oggetti: essendo per lui le parole un suono puro della concreta determinazione di fatti e di oggetti cerca sempre di indirizzarsi su elementi della realtà comune con i quali l’uomo è sempre a contatto. Tentando di conoscere l’essenza delle cose, cerca di scrutare il significato più profondo dell’esistenza  si aiuta con il “correlativo oggettivo” di Eliot: “un insieme di oggetti che sarà la formula di quella particolare emozione”
•Le figure femminili: esse non sono mai descritte fisicamente ma ognuna di loro ha significati diversi, fissate in un gesto o in un particolare (trasfigurazione poetica). Tra le varie figure troviamo:
1.Arletta [Ossi di seppia]: pseudonimo di Anna degli Uberti, la sua morte avvenne nel 1959 ma la sua presunta scomparsa consente a Montale di sviluppare una poetica sull’assenza  la donna è un’improvvisa rivelazione in grado di portare un segnale di salvezza ed una forza salvifica.
2.Clizia [Le occasioni / La bufera e altro]: la donna angelo, è un’autobiografia sull’amore per Irma Brandeis, la quale, americana ebrea, se ne andò dall’Italia nel 1938 a causa delle leggi razziali. Essa incarna i valori della cultura e della poesia contro le follie e barbarie del nazifascismo: è la religione intesa in senso laico, una figura divina di sostegno al poeta.
3.Mosca, Volpe, Crisalide: scomparsa la donna angelo il poeta rivolge il suo sguardo verso il mondo reale e concreto degli uomini: Mosca, rappresenta la concretezza ed il buon senso, Volpe, sensuale portatrice di un eros concreto, e Crisalide, donna emblema della pulsione vitale e sensuale.
5.Modelli: ritroviamo in lui vari modelli:
•Leopardi: la pessimistica e dolorosa visione della vita.
•Pascoli: interesse per le piccole cose ed il linguaggio semplice e familiare.
•Rapporti con la cultura moderna.
•Eliot: poetica dell’oggetto.
•Scrittori russi: pensiero esistenzialistico  ricerca di una verità che consenta di dare valore all’esistenza.
6.Linguaggio: è nuovo, aspro, alla ricerca della parola essenziale. Spesso mescola termini precisi con termini letterari o comuni accordati da suoni. Ogni oggetto è un frammento di ricordo. La metrica, inizialmente, è la classica che vediamo spesso: strofe quartine ad endecasillabo; successivamente si ha una ricerca di musicalità del verso attraverso assonanze, allitterazioni ed onomatopee. Inoltre più si va avanti con la sua produzione e più notiamo somiglianze con la prosa: versi lunghi, enjambement, settenari, ottonari e novenari.


Le raccolte poetiche

Ossi di seppia è la sua prima raccolta poetica, vi furono due edizioni: 1925 e 1928 (aggiunte 6 poesie); comincia con la poesia “In limine” e continua con 5 sezioni: “Movimenti” (13 liriche), “Ossi di seppia” (13 brevi componimenti senza titolo), “Mediterraneo” (9 poesie che formano un poemetto), “Meriggi e ombre” ( 15 liriche) 2 “Riviere” (1 sola lirica). Il titolo allude alla condizione esistenziale ed al programma poetico di Montale: utilizzare un linguaggio semplice, comune e antilirico attraverso poesie scarne. In essa tratta vari temi:

a.Negatività esistenziale e la mancanza di certezze.
b.La disarmonia interiore dove l’io poetico non è in grado di entrare in contatto con ciò che lo circonda e non riesce a trovare il “varco” per penetrare nella loro essenza.
c.Visione pessimistica dell’esistenza.
d.Il mare: simbolo contrapposto alla terra (sofferenza e sacrificio).
e.Desiderio impossibile di recuperare il passato.
f.La ricerca di un “varco”.
Il paesaggio in cui è ambientato è quello ligure brullo e assolato  metafora e correlativo oggettivo della negatività dell’esistenza.
•“Non chiederci la parola”: vivendo in un epoca di crisi in cui ogni certezza è caduta, anche la parola è insufficiente a cogliere qualsiasi verità.
•“Meriggiare pallido e assorto”: centrale è il paesaggio ligure, colto nella sua aridità nelle ore in cui il sole scotta di più, la natura diventa emblema della dolorosa condizione esistenziale.
•“Spesso il male di vivere ho incontrato”: è il testo esempio della poetica del “correlativo oggettivo” dove vi sono presenti il concetto di “male di vivere” e la “sofferenza esistenziale”.
Le occasioni segue il filo delle rievocazioni, rivelando significati nascosti  poesia oscura. In essa vi è la ricerca di ciò che potrebbe costituire un’eccezione alla negatività dell’esistenza.
•“La casa dei doganieri”: il motivo centrale è l’oblio (la donna assente) alla quale il poeta si rivolge 3 volte dicendole “tu non ricordi”.
La bufera e altro Montale si fa partecipe del dramma della società sconvolta dalla tragedia della guerra. Pur vivendo la sua concezione pessimistica sempre peggio, alla fine della raccolta lascia un barlume di speranza che la società occidentale non sia vittima di eventi apocalittici.

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