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Eugenio Montale

Montale nacque a Genova nel 1896 da una famiglia agiata. Ambiente ligure è molto presente nelle sue opere. Combatte in trentino come ufficiale durante la prima guerra mondiale. Fondamentale per le sue opere, ossi di seppia, furono l’esperienze estive nelle 5 terre. Nel 1925 esce la prima pubblicazione di ossi di seppie e nello stesso anno era trai i firmatari del “manifesto degli intellettuali antifascisti redatto da Croce. Si trasferisce nel 1927 a Firenze,dove lavora come direttore per il gabbinetto Vieusseux. NEL 1938 viene Cacciato perchè si rifiutò di prendere la tessera fascista, che serviva per ricoprire qualsiasi ruolo nella società. Assume un ruolo anche nella “Solaria” dove collabora alla rivista. Nel 39 pubblica le Occasioni. Durante la seconda guerra mondiale entra nella resistenza e dopo la liberazione di firenze s iscrive al partito d’azione, espressione antifascista che ebbe vita breve. Nel 48 va a Milano dove diventa redattore del corriere della sera. Il dolore della scomparsa della moglie, avveuta nel 63, segna l’avvio di una nuova serie di poesie, che mostra un diverso stile. Nel 1967 viene fatto senatore a vita e nel 75 riceve il premio Nobel.

Montale si è sempre distaccato dalle sue opere, non si attribuì mai un missione ne un ruolo profetico. La tematica principale era l’esistenza della vita e non i semplici avvenimenti storici. Si occupa della condizione umana e del “male di vivere”, che è uno dei temi principale di ossi di seppia, senso di angoscia dell’uomo moderno che si sente abbandonato a un mondo senza nessun principio morale. La sua poesia è una continua ricerca di ciò che ci sfugge, una ricerca che spesso prende i toni religiosi, ma una religiosità priva di certezze. Montale dichiara di seguire una corrente di poesia che si può dire metafisica, ma non sifnifica che tratta di una poesia filosofica ma una poesia alla ricercà di una verità puntuale. Nei versi descrive istanti di vita singoli e irripetibili e oggetti colti nella loro piena concretezza materiale. Nella poesia si parla di “poetica dell’oggetto” in quanto le idee e le emozioni si presentano materializzate in oggetti sensibili. Usa un lessico che attinge a tutti i registri linguistici, dall’aulico al tecnico in modo da definire ogni situazione poetica con il massimo di aderenza. Il suo linguaggio è molto concreto in cui le cose sono dei CORRELATIVI OGGETTIVi DEGLI STATI D’ANIMO, analogamente a Eliot. Il Correlativo non è di carattere simbolista, ma significa che gli oggetti hanno un proprio valore e provocano uno stato d’animo. Richiamano a qualcosa, correlativo perché mettono in relazione il vero significato delle cose agli stati d’animo, scrive poesie con parole che hanno valori propri ma rimandano a stati d’animo.
Ossi di seppia: c’è una ricerca dell’essenzialità sia nel linguaggio sia per le tematiche. Ossia sottolineare ciò che è veramente importante. Il poeta paragona i suoi versi agli ossi, facendo nascere un confronto fra il suo io e la grandiosità della natura, sede anche del mal di vivere. Ricorrono nella raccolta i paesaggi liguri, che sono aspri e assolati. Il poeta di fronte la natura manifesta un sentimento d’identificarsi e perdersi nel fluire delle cose. Il sentimento dominante è quello piuttosto dell’estraneità. Riguardo al metro, si serve indifferentemente del verso libero e di forme chiuse ottocentesche come le quartine di endecasillabi; la poesia mantiene una sintassi strutturata con una precisa articolazioni di immagini e pensieri. Il tono è discorsivo, a volte si accosta a livelli colloquiali per pura naturalezza espressiva; più spesso usa un lessico raro e ricercato. L’originalità del poeta si manifesta piuttosto nella ricerca di sonorità aspre e stridenti, che manifesta un atteggiamento fermo e distaccato di fronte al male di vivere.
Occasioni: il titolo della seconda raccolta, pubblicate nel 1939, segna il passaggio a una poesia che non nasce più da un confronto fuori dal tempo tra l’io e la natura, ma da un’esperienza concreta di eventi, occasioni. L’io del poeta è coinvolto in rapporti umani, aumentano i riferimenti a precisi istanti di vita e alle esperienze di altri essere umani. Principalmente si tratta di figure femminili, il tema ricorrente è l’amore, ma è un amore fatto di assenza e lontananza: infatti la donna appare solo nel ricordo, mentre la memoria cerca di farla riapparire o di far rivivere quell’istante vissuto insieme. Rispetto a ossi di seppia lo stile si evolve piu verso la lirica. Il significato è destinato alla presentazione degli oggetti e a lle situazioni con un forte valore emblematico. Non assume piu il carattere autobiografico. Usa un tono medio e costante. Sul piano dei metri continua la varietà coem negli ossi, con una maggiore presenza di endecasillabi.
Casa dei doganieri: si rifà a un posto di guardia della dogana sulla costa ligure, nelle cinque terre, dove montale trascorreva l’estate. Descrive una casa desolata che l’attende. Il tema dominante è il ricordo. Attraverso due metafore ci dice che tutto è cambiato e che non si riesce più a orientare,come una bussola impazzita. Tutta la problematica è sul trascorrere del tempo e sull’incapacità di riprenderlo e dalla volontà che qualcosa rimanga dentro di noi. La casa dei doganieri, un tempo luogo di incontri amorosi con una donna e ormai luogo della memoria, diviene per il poeta il pretesto, l’“occasione” per riandare a un sogno di felicità accarezzata e perduta insieme. Il poeta è consapevole che non ci può essere più corrispondenza di affetti nel ricordo: dei due è solo lui a mantenere vivo il tempo di quell’incontro e a tenere un capo del filo che non riesce però a farli ricongiungere: all’altro capo lei non c’è più, distratta da altri labirinti di vita. L’inquietudine e il disorientamento esistenziale sono resi attraverso oggetti-simbolo. Alla casa il poeta attribuisce lo squallore e la desolazione che sono nel suo animo.
Limoni: si apre prendendo le distanze dai poeti laureati, si rifà probabilmente a d’annunzio. C’è la contrapposizione tra la solarità della natura e la miseria della vita cittadina e la ricerca filosofica di un significato della natura che sfugge. un linguaggio colloquiale che rivolge direttamente al lettore. L’ODORE DEI LIMONI IL PRIMO CORRELATIVO OGGETTIVO. Lo Stato d’animo è alla ricerca dell’essenziale, dominato dai limone che sono messi in relazione con la luce di cui abbiamo bisogno.

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