Ominide 1060 punti

Spesso il male di vivere ho incontrato - Eugenio Montale

In questa poesia è molto evidente la poetica del correlativo oggettivo. La morte che vede in un cavallo stramazzato sta ad identificare il sentimento del poeta in quel momento, il male di vivere. Il verbo “era” ripetuto 3 volte all’inizio introduce 3 metafore del male di vivere: il rivo strozzato, l’incartocciarsi della foglia riarsa ed il cavallo stramazzato. Quest’ultimo cade a terra perché affaticatissimo. Sono 3 correlativi oggettivi che metaforicamente definiscono il male di vivere dell’io lirico. I primi due versi della seconda strofa dicono “non ho conosciuto altro bene all’infuori del miracolo dell’indifferenza”, ossia per superare questo male di vivere, questa sofferenza esistenziale non c’è altro da fare che essere indifferenti. L’indifferenza la si trova nella statua della sonnolenza, cioè in una fredda insensibilità. La nuvola e il falco stanno sopra, guardano dall’alto, non sono dentro. Queste 3 immagini dell’indifferenza sono il correlativo oggettivo dell’unica cosa fattibile per superare la negatività della vita. La nuvola e il falco sorvolano le cose.

È la massima espressione della poetica dell’oggetto, vista nella raccolta “Ossi di seppia”. Questo perché questa sensazione di malessere, il male di vivere dell’io lirico, viene correlata a degli oggetti: il ruscello, che ormai non ha quasi più acqua, il cavallo stramazzato a terra dalla fatica e la foglia bruciata dal caldo e dall’afa estiva. Queste poesie sono ambientate soprattutto nella costa ligure. Questa sensazione di arsura che porta queste estati assolate, sono una delle tematiche di questa raccolta di poesie. La poetica dell’oggetto qui si rivede in questo. È una correlazione tra oggetto e sensazione abbastanza esplicita: l’io lirico dice che il suo male di vivere lo ritrova in questi oggetti. Questa sofferenza esistenziale si concretizza nella realtà in questi 3 momenti. Di fronte a questo male di vivere, che è a questo punto universale, bisogna restare indifferenti, come la statua (fredda e insensibile) o la nuvola e il falco alto ed elevato (stanno al di sopra, non intervengono a ciò che succede nella società). Questa poetica dell’oggetto è però chiara, viene spiegata al lettore.

Hai bisogno di aiuto in Eugenio Montale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email