Concetti Chiave
- L'Ermetismo in Italia (1920-1950) si distingue per la sua poesia astratta e allegorica, mentre Montale adotta una Poetica degli Oggetti, focalizzandosi su elementi quotidiani.
- La raccolta "Ossi di Seppia" simboleggia il residuo della vita e l'azione corrosiva del tempo, evidenziando l'inaridimento della realtà e la fragilità della memoria umana.
- Montale rappresenta la condizione esistenziale dell'uomo come arida e caratterizzata dal "male di vivere", dove la coscienza della realtà diventa una fonte di disagio.
- La poesia di Montale è antilirica, concentrandosi sugli oggetti piuttosto che sui sentimenti personali, rivelando l'aridità dell'esistenza umana.
- Contrariamente ad altri poeti, Montale vede la realtà come un luogo inospitale, dove l'unica via di sopravvivenza è la "divina indifferenza".
Indice
Contrasto tra Ermetismo e Poetica degli Oggetti
Mentre in Italia tra il 1920 e il 1950 la tendenza poetica dominante era quella dell’Ermetismo (quindi una poesia sublimata, astratta, allegorica), Montale perseguì una linea opposta, ovvero quella della poetica degli oggetti, contrariamente alla poetica della parola caratteristica della poesia ermetica. Montale sceglie sempre oggetti ascrivibili al tema della quotidianità che spesso alludono al motivo dell’aridità, fondamentale nella poetica di Montale.
Il significato di "Ossi di Seppia"
La sua prima raccolta poetica è “Ossi di Seppia”. Il titolo indica ciò che il mare corrode e poi restituisce ed indica quindi il residuo della vita, lo scheletro dell’esistenza. Quest’azione corrosiva del mare rappresenta l’azione inesauribile del tempo che investe tutto e inaridisce la realtà, consumando qualsiasi forma di vita. Anche la memoria dell’uomo è un qualcosa che è continuamente sottoposto all’azione distruttiva del tempo e l’impossibilità di ricordare scatena un amaro disincanto nell’uomo.
La realtà arida e il male di vivere
L’uomo è incapace di prendere coscienza della propria condizione e si trova a vivere in un presente dove non può fare altro che testimoniare l’inaridimento della realtà; l’unica possibilità di sopravvivenza per l’uomo consiste nella cosiddetta “divina indifferenza”. La realtà, per Montale, è arida e proietta la propria aridità anche sul soggetto che sente inevitabilmente questo disagio esistenziale, questo male di vivere (a differenza di Ungaretti o di D’Annunzio per i quali la realtà era panica, cioè era capace di accogliere l’uomo; l’uomo trovava armonia nel sentirsi parte del tutto, nel sentirsi fibra dell’Universo).
Antilirismo nella poesia di Montale
La poesia di Montale è volutamente antilirica. Essa si gioca intorno agli oggetti, senza esprimere dunque i sentimenti dell’autore, ma limitandosi ad esprimere l’arida condizione esistenziale dell’uomo, come attesta la poesia “Non chiederci parola”.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza principale tra l'Ermetismo e la poetica degli oggetti di Montale?
- Cosa simboleggia il titolo "Ossi di Seppia" nella raccolta di Montale?
- In che modo la poesia di Montale esprime il disagio esistenziale?
Mentre l'Ermetismo si concentra su una poesia sublimata e allegorica, Montale adotta una poetica degli oggetti, focalizzandosi su elementi della quotidianità che riflettono l'aridità della realtà (come indicato nel testo).
Il titolo "Ossi di Seppia" rappresenta il residuo della vita e l'azione corrosiva del tempo, evidenziando come la memoria e l'esistenza siano continuamente soggette a un processo di inaridimento (come descritto nel testo).
La poesia di Montale è antilirica e si concentra sugli oggetti, riflettendo l'arida condizione esistenziale dell'uomo e il "male di vivere", senza esprimere sentimenti personali, come evidenziato nella poesia "Non chiederci parola" (secondo il testo).