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Eugenio Montale - Non chiederci la parola: parafrasi, analisi e spiegazione


Spiegazione


La lirica rappresenta la dichiarazione poetica di Montale, il quale non si propone come poeta vate o veggente ma ritiene di non potersi esprimere con parole certe e definitive poiché egli nega alla poesia ogni funzione didascalica e rivelatrice. Egli sostiene di non poter dare una definizione precisa e assoluta della vita in quanto è convinto che essa sia un percorso incerto, privo di mete indiscutibili e universali. Nel testo emerge una teologia negativa: la negatività della concezione della vita permette di riscontrare un insegnamento non soltanto letterario ma anche esistenziale.

Testo, parafrasi e spiegazione


Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l'animo nostro informe , e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.

Tu (lettore, non chiedere a noi poeti la spiegazione che definisca in modo universale il nostro animo privo di certezze in una frase che lo spieghi con lettere indelebili, risplendendo come un fiore di zafferano rimasto solo in mezzo ad un campo polveroso (è impossibile trovare un fiore giallo che campeggi sul grigio prato).


Ah l'uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l'ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

Beato l’uomo che procede sicuro e si sente in armonia con se stesso e con gli altri e non ha paura della sua ombra (simbolo della fragilità dell’esistenza e dell’inquietudine), che il sole di mezzogiorno proietta su un muro scalcinato(allusione alla barriera che ci impedisce di giungere alla verità; l’uso dell’aggettivo “scalcinato” contribuisce a trasmettere la negatività del paesaggio descritto da Montale)!


Non domandarci la formulache mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

Non domandarci la formula che possa renderti limpida l’esistenza, bensì qualche sillaba mal pronunciata e secca come un ramo (simbolo di una poesia arida, specchio della sofferenza provata dal poeta, secca come gli ossi di seppia). Solo questo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo (elementi che non permettono di giungere alla comprensione della verità).

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