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Cigola la carrucola nel pozzo

Fra i temi delle poesie di Montale c'è quello della memoria; come in questa lirica in cui il ricordo è la conferma che il passato è un'illusione e che i momenti di gioia lasciano una traccia di solitudine e vuoto.
La forma metrica è in endecasillabi ed è contenuta in Ossi di seppia.
Stride la carrucola nel pozzo mentre l'acqua portata in superficie dal secchio sembra fondersi con la luce che la colpisce. Su di essa affiora un ricordo, si delinea l'immagine sorridente di una persona amata. Quando il poeta accosta il volto a quelle labbra femminili che crede di vedere, muove la superficie dell'acqua e fa svanire l'immagine. La lirica presenta l'andamento di un racconto all'apparenza molto semplice ma dal significato simbolico profondo. Tutto è effimero, vuole dirci Montale, non riusciamo a trattenere nella memoria neppure i volti amati e gli istanti di gioia; essi sono un barlume, un'illusione che si spegne. Il volto femminile che si deforma e invecchia allude al fatto che il passato si modifica nella nostra memoria , si diventa più vecchi; il ritorno della visione in fondo al pozzo indica che quel ricordo si allontana definitivamente. Il verso 5 divide la lirica in due parti e segna il momento di “stacco”, in quanto contrappone al volto che si avvicina (la speranza) le labbra che svaniscono (il tentativo vano).

La struttura dei quattro periodi è bilanciata sintatticamente: i primi due corrispondono ai primi quattro versi; gli altri due occupano due versi e mezzo ciascuno ed esprimono lo scomparire del ricordo. I primi due periodi hanno carattere descrittivo; nel terzo l'uso della prima persona (Accosto) mette in rilievo l'io lirico; nel quarto compare l'interlocutrice.

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