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Analisi di testo “Ammazzare il tempo”, Eugenio Montale

Comprensione del testo

In questo passo, Eugenio Montale affronta il problema dell'”ammazzare il tempo”, considerandolo il problema più grave della nostra era. Esordisce, infatti, subordinando ad esso le questioni definite “di ordine storico” (politiche, economiche e di qualsiasi altro genere) che sembrano essere la priorità della società, dal momento che tutte prima o poi hanno un esito, positivo o negativo che sia. Persino dagli effetti devastanti di una guerra la società potrebbe ricostruirsi. Ma il tempo, una volta ucciso, non può essere recuperato. A questo punto, Montale istituisce un legame tra questo problema e il lavoro, sostenendo che quest'ultimo, oltre ad essere funzionale e utile alla società, lo è soprattutto all'uomo, poiché accresce i suoi bisogni e riduce i momenti liberi, senza un'occupazione, in cui egli si troverebbe di fronte a quel vuoto, a quell'”odiato fantasma del tempo”. Dunque, il lavoro, e anche gli svaghi, sono una necessità sociale dal momento che l'unico vero bisogno dell'uomo è ammazzare il tempo.

Analisi del testo

1. Secondo Montale, i problemi risolvibili sono quelli di cui ordinariamente si occupa la società e che, se pure avesse un esito fortemente negativo, verrebbero risolti nel corso del tempo. Le questioni internazionali o politiche che sono di primaria importanza nel presente, troveranno la loro soluzione col tempo. Egli ritiene che persino gli esiti di una guerra distruttrice non potrebbero impedire a una società devastata di risorgere in alcuni decenni, grazie al progresso.
2) “Ammazzare il tempo” per Montale significa impedire a se stessi di guardare a lungo in “quell'odioso mostro”, quel vuoto con il rischio di sentirsi travolti e dominati da esso. Sono pochi gli uomini in grado di guardare il tempo con fermo ciglio, di rifletterci sopra senza essere spaventati; la maggior parte degli uomini sente la necessità di lavorare, occupando molte ore della giornata, e altrettanto di svagarsi, tenendo allo stesso modo lontana la mente dalla sensazione di vuoto che provoca il pensiero del tempo.
3) Dal momento che, secondo Montale, l'unico vero bisogno dell'uomo è quello di ammazzare il tempo, diventano “bisogni inutili” tutti quelli che riguardano l'uomo, la sua vita quotidiana e il suo ruolo nella società. Allo stesso modo, l'unico lavoro utile all'uomo è quello che in parte risolve il problema del tempo, occupando numerose ore giornaliere dell'uomo e fornendogli così un modo per allontanarsi da quel pensiero e colmare quel vuoto. I bisogni inutili aumenteranno e con essi anche nuovi tipi di “lavoro inutile” che li soddisfino, affinché il tempo dell'uomo sia sempre riempito da delle occupazioni che gli impediscano di trovarsi davanti al fantasma del tempo e che gli consentano di “ammazzarlo”, ossia di colmarlo.

4) Nel testo è presente una sottile ironia che si può ritrovare in diverse parti. Innanzitutto, quando Montale sostiene che lo spirito di conservazione è ciò che oggi rallenta il progresso, per rendere l'idea afferma che persino l'uccisione su larga scala di uomini sarebbe un buon investimento del capitale umano. Quest'affermazione è chiaramente intrisa di ironia. E' presente anche nel momento in cui l'autore ipotizza che le macchine sostituiscano il lavoro dell'uomo e allora si inventerebbero nuovi tipi di lavoro inutile per non lasciare milioni di disoccupati; il ragionamento, anche se ironico, è funzionale per rendere l'idea della necessità dell'uomo di occupare il proprio tempo.
5) Nel testo Montale esprime l'idea che l'unico problema dell'uomo sia quello di ammazzare il tempo e che dunque le altre questioni siano risolvibili; inoltre, pensa che i bisogni di cui ordinariamente si occupa la società siano inutili e così anche tutti i lavori funzionali a soddisfarli. Trovo interessante questa concezione estrema e radicale secondo la quale l'uomo ha un solo vero problema, un solo vero bisogno e un solo tipo di lavoro, cioè quello che può soddisfare la necessità. Per esprimere il bisogno dell'uomo di occupare il proprio tempo per non fermarsi a pensare al tempo e vederlo come un vuoto di cui fa parte, Montale compie un capovolgimento vero e proprio di tutto ciò che riguarda la vita concreta dell'uomo. Considera, infatti, “inutili” tutti i bisogni dell'uomo, anche quelli che nella realtà sono ineludibili, ad eccezione di quello di occupare il tempo, come se fosse l'unica urgenza dell'uomo, l'unica cosa che abbia davvero importanza.

Interpretazione

Il testo proposto è stato scritto da Eugenio Montale e pubblicato nel Corriere della Sera nel 1961. Il tema principale su cui è incentrato il passo è la necessità dell'uomo di ammazzare il tempo, di riempirlo di occupazioni per non farlo sembrare un grande vuoto. La riflessione di Montale contiene dei tratti riconducibili all'attualità di oggi, in quanto ancora validi o profondamente differenti. In particolare, secondo Montale, i problemi più inutili sono quelli di ordine storico, di cui ogni giorno parlano i giornali, mentre al contrario al giorno d'oggi l'attenzione è spostata totalmente sui fatti di cronaca che sembrano costituire il problema primario della società.

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