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-XIII Canto del Purgatorio-

Nel XIII Canto Dante e Virgilio sono nella seconda Cornice, dove sono situati gli Invidiosi.

Questo Canto è divisibile in tre parti:
1. (v. 1-21) Presentazione Canto;
2. (v. 22-42) Esempi di Carità;
3. (v. 43-84) Spiegazione Pena;
4. (v. 85-154) Dialogo con Sapia Senese.

Gli Invidiosi erano coloro che, a causa dell’Invidia (uno dei sette Vizi Capitali), hanno creato discordie; subiscono una pena di tipo infernale, visto che devono stare con le palpebre cucite, poiché durante la loro vita guardavano sempre le cose altrui.
Dante è particolarmente adirato verso loro, poiché i Guelfi Neri che l’avevano fatto esiliare erano stati invidiosi della sua carriera.
Nel Canto sono presenti degli Esempi di Carità, come quello delle Nozze di Cana, che vengono narrati da alcune voci alle anime.

Dante, tra gli Invidiosi, incontra Sapia Senese (Dante decide di parlare con una persona proveniente da Siena, poiché egli aveva una scarsa considerazione di Siena, poiché era avversaria di Firenze e poiché li vi era la scuola letteraria di Cecco Angiolieri, che prendeva in giro la letteratura stilnovista), una donna che viveva circondata da persone molto ricche, ed essendo essa non ricca, durante uno scontro tra Firenze e Siena, sperava in una sconfitta della sua città, in modo che Siena non acquistasse maggiori ricchezze; viene condannata anche per il tradimento della patria. Prima di morire però si pente del suo duplice peccato grazie all’intervento di Pier Pettinaio e quindi si trova nel Purgatorio e non nell’Inferno, quindi le preghiere personali ed altrui sono mezzo di aiuto per poter farsi perdonare dei propri peccati.

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