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Parlando della struttura dell’opera: nella prima giornata, ciascuno è libero. I 10 narratori però espongono tutti situazioni in cui il protagonista riesce a dominare gli eventi mediante il ragionamento vero o falso che sia come possiamo riscontrare nella novella di Ser Ciappelletto. Quindi tutti parlano di maestrie che hanno come centralità il ragionamento. Nella seconda giornata i racconti propongono storie a lieto fine con l’aiuto della fortuna come possiamo vedere in Andreuccio da Perugia. Nella 3 giornata l’argomento è l’ingegnosa industria: l’ingegno è un qualcosa che non si acquisisce ma è una dote innata; invece l’industria ha la radice in operosità caratteristica della borghesia. Nella IV giornata si ragiona di coloro i cui amori ebbero infelice fine. L’argomento della 5 giornata invece è la narrazione di storia d’amore a lieto fine. La VI giornata narra di storie brevi che ruotano attorno all’arguzia dei personaggi. La VII e l’VIII giornata sono fondate sull’ingegno e la prima parla di beffe giocate dalle donne ai propri mariti mentre la seconda parla di storie basate sulla padronanza della parola. La nona giornata rappresenta una specie di pausa narrativa prima della decima giornata, e qui il tema è libero. . Nel decimo giorno vi è la celebrazione delle virtù. Qui viene quindi parlata dell’epopea del 300 cioè il canto epico dei mercanti. Qui troviamo figure nobili sia per titolo aristocratico fondato sulla nobiltà antica, sia figure nobili per nobiltà d’animo associati alla liberalità, magnanimità cioè quelli che hanno grandezza d’animo. Tutto il Decameron è basato sulla parola, sull’affabulazione. L’affabulazione è la capacità di narrazione che possiede appunto Boccaccio. “Fabula” non è altro che la sequenza degli avvenimenti in successione cronologica, mentre l’intreccio rappresenta l’ordine degli avvenimento seguendo la volontà del poeta. Boccaccio vede il tempo passato, Firenze ai tempi di Dante con nostalgia dato che la peste nera la stava portando via. Ed è in questo contesto che si forma “l’eleganza” la “civiltà” dei borghesi, e quindi questi valori passano attraverso la parola “arguta”. Quindi è attraverso la parola che viene ripreso questo grande mondo.

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