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la novella-cornice, il tipo di donna e di uomo nel Decameron

Tutte le opere anteriori al Decameron, scritta tra il 1348 e il 1353, confluiscono e si arricchiscono in esso. Anche la struttura di quest’opera, come la Divina Commedia, è legata ai numeri; le novelle che la compongono sono 100, come 100 sono i canti nel capolavoro di Dante.

La novella cornice

Caratteristica principale delle opere letterarie del Medioevo, la novella-cornice, dà unità all’opera. Nel caso del Decameron vuole essere un mezzo per giustificare i temi e le azioni descritte nell’opera. Nella novella-cornice, Boccaccio descrive le conseguenze della peste su Firenze e presenta i dieci giovani protagonisti: sette giovani fanciulle (Pampinea, Emilia, Elissa, Filomena, Lauretta, Fiammetta, Neifele) e tre giovani fanciulli (Dioneo, Panfilo, Filostrato). Boccaccio, di fronte allo spettacolo di morte, dolore, squallore provocato dalla peste, reagisce con un forte attaccamento alla vita ed è per questo motivo che conduce i giovani in un paradiso terrestre.

La donna

La donna di Boccaccio non ha più i tratti angelici dello “stil novo”, ma è una creatura che impersona bellezza e grazia, che sa donarsi all’ amore, che può soffrire, che inganna, che tradisce ed è, quindi una donna carnale e più reale.

L’uomo

L’uomo non è più un cavaliere feudale, ma è il cavaliere dell’ ingegno, dell’astuzia; è un individuo che mostra la sua dignità e la sua forza nelle difficoltà della vita quotidiana. Boccaccio pone l’uomo al centro di tutto ed è per questo che viene definito preumanista.

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