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Il Decameron-La novella cornice

Caratteristica delle opere letterarie del Medioevo, la “novella –cornice”, dà unità all’opera. Nel caso del Decameron, essa vuole essere una giustificazione morale dell’opera, dell’atmosfera piena di vitalità, grazia e gentilezza, in cui vive immersa la “lieta brigata”, in contrapposizione a Firenze desolata dalla peste. I giovani sono, infatti, simbolo di rivalsa della vita sulla morte, dell’armonia, della civile convivenza sulle disarmonie provocate dalle pestilenze.
Nella prima parte Boccaccio descrive l’ angusta situazione che c’è a Firenze. Parla della peste, del facile contagio, del mutamento delle usanze e del numero dei morti. Successivamente parla dell’incontro di sette giovani donne avvenuto un martedì mattina davanti alla chiesa di Santa Maria Novella. Boccaccio non dice i loro veri nomi per evitare pettegolezzi e, quindi, attribuisce ad ognuna delle giovani donne un nome inventato: Pampinea, Fiammetta, Emilia, Lauretta, Neifele ed Elissa.

Pampinea cerca di convincere le sue amiche a rifugiarsi nei loro poderi per scampare, così, al flagello della peste. Ella sostiene che è un loro diritto difendere la propria vita, riconosciuto perfino dalla legge. La sua alternativa alla morte e alla vita viziosa degli altri era l’amore, l’umanità, la saggezza e il decoro. Tuttavia l’ entusiasmo provocato dalla proposta di Pampinea, viene frenato dalle considerazioni negative di Filomena alle quali si aggiungono quelle di Elissa. Alle sette donne si uniscono tre giovani valorosi e assennati: Panfilo, Filostrato e Dioneo. La mattina seguente le sette donne con le loro serve e i tre giovani con i loro domestici escono dalla città e, percorse appena due miglia, giungono al luogo prefissato. I giovani si sistemano in un grande palazzo attorniato da prati e giardini meravigliosi. Stabiliscono delle regole per meglio convivere e, così, decidono di istituire ogni giorno un re o una regina incaricati di allietare le diverse giornate. Viene eletta Pampinea, la quale si rivela un’ottima organizzatrice. Assegna le diverse mansioni ai servi e nomina Parmeno domestico di Dioneo e maggiordomo. All’ora terza (9:00 a.m.) si ritrovano per pranzare, all’ora nona (15:00 p.m) Pampinea sveglia la brigata e la raduna all’ombra , dove propone di passare il tempo “novellando”. Per la prima e la nona giornata il tema è libero, mentre per le altre giornate, vertono su un tema comune.

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