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Il Decameron: le fonti, lo stile, il linguaggio e l' importanza storica

Le fonti

Poche sono le novelle nate dalla fantasia di Boccaccio, perché si servì di varie fonti:
• fonte orale: leggende, aneddoti, fatti racconti che avevano come protagonisti gente comune, ecclesiastici, signori, mercanti, feudatari.
• Tradizione scritta della novellistica: diffusa nel basso medioevo, essa era costituita da diverse novelle che provenivano dal Medioriente (Le mille e una notte) o dalla Francia (flabiaux).
• Opere latine medievali: le cronache delle varie città e gli exempla delle prediche.

Lo stile e il linguaggio

Nel medioevo la novella non era un genere letterario molto usato, ma Boccaccio seppe elevarla tanto da stare alla pari con la Divina Commedia e con il Canzoniere. Nel Decameron; Boccaccio a volte si distacca e questo gli permette di mantenere un equilibrio, altre volte. invece, partecipa per consentire al lettore di osservare con simpatia i diversi avvenimenti della vita. Il Decameron è un’opera pluristilistica perché Boccaccio usa diversi stili e differente linguaggio a seconda dei protagonisti delle novelle. Meno colto quando si tratta di gente comune, aulico quando si tratta di aristocratici.

L'importanza storica

è duplice perché riguarda la storia dello spirito italiano e perché riguarda la prosa.
L' interesse per la vita dimostrato da Boccaccio ci permette di analizzare uno spaccato di società del suo tempo.

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