Ominide 427 punti

Giovanni Boccaccio, figlio del mercante Boccaccino di Chellino, nacque nel 1313 in Toscana a Certaldo, dove trascorse l’infanzia con la matrigna Margherita dei Mardoli. Compi i suoi primi studi a Firenze, dal 1324 al 1327 con Giovanni Mazzuoli da Strada, che lo avviò allo studio di Dante. Nel 1327 Giovanni e il padre si trasferirono a Napoli. Qui fu mandato a far pratica mercatile nella fiale della Campagna dei Bardi, di cui il padre era socio. Napoli era il centro di traffici commerciali provenienti dal Mediterraneo e punto d’incontro di diverse culture (bizantini, arabi e francesi). Attraverso il padre sviluppo un interesse per la poesia, mentre non gli interessava la carriera mercantile. Si accompagnava con intellettuali. Ai sedici anni trascorsi a Napoli risalgono le prime rime e i poemi Filocolo, Filostrato e Teseida, tutti in volgare. Qui si innamorò anche di Maria dei Conti d’Aquino, figlia del re Roberto, conosciuta il Sabato Santo nel 1336 nella chiesa di San Lorenzo e protagonista delle opere giovanili, come Fiammetta. Nel 1340 fu costretto a tornare a Firenze. Dal 145 al 1346 fu a Ravenna, e nel 1347 a Forlì a servizio delle corti. Nel 1348 tornato a Firenze, morirono di peste il padre e la matrigna Bice. Per questo nacque il Decameron finito nel 1351. Intanto il Comune di Firenze gli affidò missioni diplomatiche. Dal 1355 lo impegnarono i trattati enciclopedico-divulgativi in latino: “Le senture degli uomi illustri” e il “Libro dei monti, delle selve, delle fonti, dei laghi, dei fiumi, delle stagioni o paludi e dei del mare”. La sua casa era punto di riferimento per intellettuali che facevano le basi dell’umanistica. Nel 1360 fu sospettato di aver fatto una congiura antiguelfa, cosi abbandonò gli incarichi diplomatici e andò a Certaldo. La sua crisi religiosa lo portò a tagliare e distruggere il Decameron che non gli sembrava scritto moralmente. Nel 1365 visse a Firenze, poi a Roma e in fine mori a Certaldo il 21 dicembre 1375.

Boccaccino ammirò Dante, ma non lo imitò mai perché lui apparteneva a un’età diversa, a cui diede una voce letteraria esprimendo con spirito curioso e profano la visione e sensuale dell’uomo e del mondo. Per lui la letteratura era una forma d’intrattenimento, piacevole e istruttiva. Egli sperimento generi letterari diversi.

Hai bisogno di aiuto in Vita e Opere di Boccaccio?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email