Concetti Chiave
- Giovanni Boccaccio nacque nel 1313 a Certaldo e ricevette la sua formazione iniziale a Firenze, dove fu introdotto all'opera di Dante.
- Durante il soggiorno a Napoli, Boccaccio sviluppò un interesse per la poesia e si innamorò di Maria dei Conti d’Aquino, ispirando le sue opere giovanili.
- Il Decameron, completato nel 1351, emerse in un periodo di lutto personale per Boccaccio, dopo la morte dei suoi genitori per peste.
- Negli ultimi anni, Boccaccio si dedicò a scritti enciclopedici in latino e divenne un punto di riferimento per l'umanesimo fiorentino.
- La sua visione della letteratura si distinse da quella di Dante, esprimendo un approccio più profano e curioso verso la vita e il mondo.
Indice
Qual è l'infanzia e la formazione di Boccaccio?
Giovanni Boccaccio, figlio del mercante Boccaccino di Chellino, nacque nel 1313 in Toscana a Certaldo, dove trascorse l’infanzia con la matrigna Margherita dei Mardoli. Compi i suoi primi studi a Firenze, dal 1324 al 1327 con Giovanni Mazzuoli da Strada, che lo avviò allo studio di Dante.
Esperienze a Napoli e primi amori
Nel 1327 Giovanni e il padre si trasferirono a Napoli. Qui fu mandato a far pratica mercatile nella fiale della Campagna dei Bardi, di cui il padre era socio. Napoli era il centro di traffici commerciali provenienti dal Mediterraneo e punto d’incontro di diverse culture (bizantini, arabi e francesi). Attraverso il padre sviluppo un interesse per la poesia, mentre non gli interessava la carriera mercantile. Si accompagnava con intellettuali. Ai sedici anni trascorsi a Napoli risalgono le prime rime e i poemi Filocolo, Filostrato e Teseida, tutti in volgare. Qui si innamorò anche di Maria dei Conti d’Aquino, figlia del re Roberto, conosciuta il Sabato Santo nel 1336 nella chiesa di San Lorenzo e protagonista delle opere giovanili, come Fiammetta.
Ritorno a Firenze e il Decameron
Nel 1340 fu costretto a tornare a Firenze. Dal 145 al 1346 fu a Ravenna, e nel 1347 a Forlì a servizio delle corti. Nel 1348 tornato a Firenze, morirono di peste il padre e la matrigna Bice. Per questo nacque il Decameron finito nel 1351. Intanto il Comune di Firenze gli affidò missioni diplomatiche.
Ultimi anni e riflessioni letterarie
Dal 1355 lo impegnarono i trattati enciclopedico-divulgativi in latino: “Le senture degli uomi illustri” e il “Libro dei monti, delle selve, delle fonti, dei laghi, dei fiumi, delle stagioni o paludi e dei del mare”. La sua casa era punto di riferimento per intellettuali che facevano le basi dell’umanistica. Nel 1360 fu sospettato di aver fatto una congiura antiguelfa, cosi abbandonò gli incarichi diplomatici e andò a Certaldo. La sua crisi religiosa lo portò a tagliare e distruggere il Decameron che non gli sembrava scritto moralmente. Nel 1365 visse a Firenze, poi a Roma e in fine mori a Certaldo il 21 dicembre 1375.
Boccaccino ammirò Dante, ma non lo imitò mai perché lui apparteneva a un’età diversa, a cui diede una voce letteraria esprimendo con spirito curioso e profano la visione e sensuale dell’uomo e del mondo. Per lui la letteratura era una forma d’intrattenimento, piacevole e istruttiva. Egli sperimento generi letterari diversi.
Domande da interrogazione
- Qual è stata l'influenza della formazione di Boccaccio sulla sua carriera letteraria?
- Come ha influenzato l'amore giovanile di Boccaccio la sua scrittura?
- Qual è il contesto storico che ha portato alla creazione del "Decameron"?
- In che modo Boccaccio ha contribuito all'umanesimo attraverso le sue opere?
Boccaccio, avviato allo studio di Dante da Giovanni Mazzuoli a Firenze, sviluppò un interesse per la poesia che lo portò a scrivere opere significative come il "Filocolo" e il "Filostrato" durante il suo soggiorno a Napoli, dove si distaccò dalla carriera mercantile.
L'amore per Maria dei Conti d’Aquino, conosciuta a Napoli, ispirò Boccaccio nelle sue opere giovanili, in particolare in "Fiammetta", evidenziando come le esperienze personali abbiano plasmato la sua produzione letteraria.
Il "Decameron" nacque dopo la morte del padre e della matrigna di Boccaccio a causa della peste nel 1348, un evento che segnò profondamente la sua vita e lo portò a completare l'opera nel 1351.
Boccaccio, con i suoi trattati enciclopedico-divulgativi e la sua casa come punto di riferimento per intellettuali, ha fornito un'importante base per l'umanesimo, esprimendo una visione curiosa e profana dell'uomo e del mondo, distinta da quella di Dante.