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L'elegia di Madonna Fiammetta e il ninfale Fiesolano

"L'elegia alla Madonna Fiammetta", opera tra le più importanti del periodo fiorentino, narra la storia di una donna napoletana che viene abbandonata dal giovane amante fiorentino Panfilo. Questo è il primo romanzo del poeta che si allontana, dal punto di vista stilistico, al periodo napoletano, infatti Boccaccio racconta la storia non dal suo punto di vista, bensì da quello della dama napoletana innamorata Fiammetta.
La dama deve affrontare il disagio di essere sposata con un uomo che non ama. L'intera opera è strutturata sotto forma di lettera, rivolta a tutte le donne innamorate. Era tipico degli ambienti cortesi napoletani la visione di una donna che è simbolo dell'amore, ma che è incapace di esprimere le proprie riflessioni.
Ben diversa è l'immagine femminile proposta da Boccaccio, infatti Fiammetta affronta costantemente la difficoltà di vivere un falso amore con l'uomo che non ama.
"Il ninfale Fiesolano" è una delle poche opere di Giovanni Boccaccio che si interessano delle tradizioni fiorentine. Infatti il poema, scritto in ottave, rievoca le origini leggendarie di Fiesolo e di Firenze.

Al centro del poema c'è l'amore fra il pastore Africo e la ninfa Mensola, amore impedito dalle leggi imposte da Diana che obbligano le ninfe alla castità . Ne "Il ninfale fiesolano" molte sono le allegorie, espresse però da Boccaccioncon linguaggio e metrica poco complesse.

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