Concetti Chiave
- La genesi dell'Orlando Furioso include tre edizioni, con importanti revisioni linguistiche e strutturali per avvicinarsi ai canoni classicistici.
- Ariosto si ispira a fonti come i cantari medievali, Omero e Virgilio, mentre il modello linguistico principale è quello proposto da Bembo.
- Le tematiche dell'opera spaziano dall'amore e amicizia alla guerra e magia, con un forte focus sulla natura umana e la follia.
- L'intreccio è caratterizzato da una struttura non lineare, con storie intrecciate che riflettono la simultaneità e la complessità della vita.
- Lo stile dell'Orlando Furioso è vario ed eterogeneo, con l'impiego di figure retoriche e una particolare struttura dell'ottava che enfatizza il contrasto.
Questo appunto di Letteratura Italiana riguarda Ludovico Ariosto e in particolare la sua opera l’”Orlando Furioso”, descrivendone la genesi, le caratteristiche principali e qualche aspetto della trama.
Orlando Furioso: storia dell’edizione, lingua, modelli e fonti
La prima edizione dell’opera del 1516; tuttavia l’autore nel 1517 è ancora insoddisfatto del risultato e, per questo motivo, attua una revisione di tipo linguistico, che tenta di eliminare latinismi e avvicinarsi al modello toscano.Nel 1521 viene pubblicata una seconda edizione, in cui viene attuata una revisione anche strutturale con un ampliamento dei canti e una complessiva revisione linguistica. L’edizione presenta un totale di 40 canti. L’ultima edizione è del 1532, i canti diventano 46 e Ariosto adegua la lingua ai canoni classicistici, attraverso un lungo, eterno lavoro di lima.
Il latino era una lingua utilizzata da una ristretta cerchia, invece, la lingua volgare era la lingua prediletta dagli ambienti di corte. Si creano così due schieramenti:
- lingua papale = proposta da Castiglione, Machiavelli, Trissino
- lingua toscana = in particolare la lingua fiorentina del Trecento, che aveva come modello Petrarca per la poesia, Boccaccio per la prosa. Questo modo di pensare vede in Bembo il riferimento principale.
Le fonti principali sfruttate dagli scrittori sono:
- cantari, in particolare i poemetti medievali che trattano le storie relative a Carlo Magno e Artù
- Omero
- Virgilio, in particolare l’”Eneide”
Orlando Furioso: genesi del romanzo, scelta del titolo
Quest’opera tende a coinvolgere maggiormente l’emotività, perché è collocata lontano in un tempo di cui si conosce già tutto. Questo distacco dal mondo del lettore diverte proprio perché lo allontana dalla realtà a lui contemporanea.Il titolo si modella sull’Orlando Innamorato. L’aggettivo “furioso” richiama una tragedia di Seneca (“Ercules furens”), in quanto Ercole ed Orlando:
- hanno in comune la forza sono entrambi eroi esemplari (moralità, saggezza, sobrietà)
- appaiono come ossimori = l’attributo furioso nega infatti la razionalità di questi personaggi. Tutto ciò contribuisce a rendere l’eroe più umano.
- la ricerca continua di qualcuno o qualcosa = tutti cercano o sono ricercati
- la prova di valore = il duello
- l’intervento risolutore dell’eroe/cavaliere nei confronti del più debole = l’atto eroico che riporta la giustizia.
Caratteristiche generali: tematiche, tempo e spazio, personaggi
Il poema non ha un solo centro tematico, perché i temi sono vari.I principali:
- amore (corrisposto, non corrisposto, tradimento, lussuria) = è la vera follia, perché abbandona i suoi doveri per una donna
- Amicizia
- Guerra
- Tema fantastico
- Magia sia buona che cattiva
- Follia ed errare = sono due metafore della sua visione del mondo (sbagliare, vagare) il continuo ripetersi del vagare-errare degli eroi come loro azione predominante dietro le illusioni è in realtà la Follia. Ariosto quindi ci dice che il confine tra follia e sensatezza è più labile di quanto si creda
l luogo fondamentale è la selva: luogo ameno ma anche luogo pauroso. In questi ambienti così indeterminati si muovono i personaggi, senza logica, casualmente, secondo il capriccio del narratore. Anche il tempo non ha ordine logico: le vicende ci sembrano sempre tutte simultanee, perché non c’è un passato a cui rifarsi né un futuro a cui attaccarsi ma solo un presente in cui si vive casualmente.
Labirinto spaziale e labirinto temporale sono le coordinate del mondo del Furioso.
I personaggi non hanno né spessore, né complessità e non esiste neppure un protagonista. Non vuole creare figure autonome, ma devono riflettere un aspetto tipico della natura umana.
L’opera si caratterizza per la varietà e infatti l’autore:
- arriva ad assemblare un materiale eccezionalmente eterogeneo
- la creazione di una struttura aperta senza un inizio né una fine
- una materia tanto varia è organizzata e amalgamata per mezzo di ripetizioni, parallelismi, contrapposizioni, ecc. il tutto conduce alla simultaneità e non allo sviluppo
- l’intreccio all’apparenza così dispersivo ha una sua ragion d’essere, un suo significato, perché rappresenta la follia della vita

Orlando Furioso: lingua e stile
Il tono medio del Furioso ha alla base la scelta di non adottare il linguaggio codificato del genere epico, ma di tutta la tradizione letteraria, giungendo così alla varietà di intonazioni che è propria del suo stile. Nessun registro stilistico è mantenuto a lungo, ma tende sempre a mantenere una certa eterogeneità.Le figure retoriche preferite sono:
- l’ossimoro
- l’antitesi (contrapposizione di termini di senso contrario: “non fronda verde ma di color fosco”)
- la dittologia (esprimere un concetto per mezzo di coppie di sinonimi: “solo e pensoso i più deserti campi”)
- l’enumerazione
Il primo canto si caratterizza per la presenza del proemio: quattro ottave in cui viene esposto l’argomento (guerra, vicende di Orlando e di Ruggiero, capostipite della casata d’Este).
I primi due versi si rifanno a Virgilio.
- Prima ottava: intonazione epica, un solo periodo (modello latino), il vero alla fine e il soggetto posposto, molti enjambements.
- Seconda ottava: invocazione alla sua donna che assorbe tutto di lui; mutamento stilistico rispetto alla prima (toni smorzati, andamento prosaico).
- Terza e quarta ottave: motivo encomiastico (sviolinata al cardinale Ippolito) è contenuta l’affermazione della propria identità d’intellettuale.
Domande da interrogazione
- Qual è la genesi dell'opera "Orlando Furioso" di Ludovico Ariosto?
- Quali sono i principali modelli linguistici e letterari che influenzarono Ariosto?
- Quali tematiche principali emergono nell'"Orlando Furioso"?
- Come si struttura l'intreccio dell'"Orlando Furioso"?
- Qual è lo stile linguistico e le scelte retoriche di Ariosto nell'opera?
L'opera fu pubblicata per la prima volta nel 1516, ma Ariosto, insoddisfatto, la revisionò nel 1517 e nel 1521, ampliando i canti e migliorando la lingua. L'ultima edizione, del 1532, conta 46 canti e riflette un lungo lavoro di perfezionamento linguistico.
Ariosto si ispirò alla lingua toscana, in particolare quella fiorentina del Trecento, seguendo i modelli di Petrarca e Boccaccio, con un riferimento principale a Bembo. La sua opera si distacca dai latinismi per avvicinarsi a un linguaggio più accessibile.
I temi principali includono l'amore, l'amicizia, la guerra, il fantastico e la magia. Ariosto esplora la follia e l'errare come metafore della condizione umana, suggerendo che il confine tra follia e razionalità è labile.
L'intreccio è caratterizzato da una narrazione non lineare, con molteplici personaggi e storie intrecciate. Ariosto utilizza l'inchiesta e il duello come elementi narrativi, creando un senso di simultaneità e confusione temporale.
Ariosto adotta un tono medio e un linguaggio variegato, evitando registri stilistici rigidi. Utilizza figure retoriche come ossimori e antitesi, e il suo stile è allusivo, con frequenti citazioni da autori classici, creando una rappresentazione visiva ricca e complessa.