Concetti Chiave
- Ariosto riprende la funzione dei poemi epici antichi, ma introduce un'innovazione significativa con la dedica ai destinatari, evidenziando la sua dipendenza dalla corte.
- Le prime strofe intrecciano tradizioni bretone e carolingia, utilizzando figure retoriche come il chiasmo per rendere concreti temi di amore e sentimenti.
- Nella dichiarazione poetica, Ariosto anticipa la narrazione della follia d'amore di Orlando, introducendo un elemento autobiografico attraverso il parallelismo con il proprio vissuto.
- La dedica contiene una manifestazione di finta umiltà, in cui Ariosto si presenta come un servo della corte, promettendo di onorarla con il suo servizio letterario.
- Ariosto intende rappresentare l'eroismo e i valori nobili dei suoi personaggi, ispirandosi a figure come Ruggero e richiamando le caratteristiche eroiche dell'Iliade e dell'Odissea.
Indice
Funzione e Innovazione
La funzione non è nuova, è la stessa dell’Iliade e del’ Odissea del VII secolo a.C : presentare e anticipare la materia. C’è però un’innovazione, la dedica esplicita ai destinatari dell’opera, che non era mai stata fatta prima e che rimanda al concetto di dipendenza dell’intellettuale alla corte.
-Prima ottava
Intreccio di Tradizioni
Già dalle prime strofe si intrecciano le tradizioni dell’epoca bretone e carolingia con i temi dell’amore e dei sentimenti, ciò è visibile nella figura retorica del chiasmo (v.1) che rende l’intreccio metaforico concreto. Questo non è osservabile a livello grafico perché tutti i termini si trovano sullo stesso verso ma è presente a livello semantico.
Nel v.2 la dimensione dell’io è rafforzata dalla posizione del verbo che riprende la struttura latina (e dunque rispecchia la tradizione) e permette all’io poetico e alla soggettività di emergere ed essere al centro dell’attenzione. Questa scelta richiama in particolare l’Eneide di Virgilio, esempio della classicità a cui Ariosto si ispirava.
Dal v.3 in poi ha inizio una piccola digressione storica che contestualizza l’opera e permette di ricostruire la conquista araba della Spagna; nel v.6 compare poi il nome di un personaggio importante, Agramante, ossia il re dell’Africa discendente di Carlo Magno già presente nell’Orlando Innamorato. Questa necessità forte di ricollegarsi alla cultura antica (sia prendendola a modello sia facendo riferimenti) è fondamentale in Ariosto in quanto la considera sempre presente e viva dato che è ciò da cui deriviamo.
Nel v.8 viene fornita una coordinata temporale precisa, precedentemente stabilita da Boiardo. “Imperator romano” intende “del Sacro Romano Impero”: “sacro” perché voluto da Dio e “romano” perché comprendeva gli antichi territori dell’Impero Romano.
-Seconda ottava
Dichiarazione Poetica
E’ una dichiarazione poetica in cui Ariosto anticipa di cosa parlerà: racconterà qualcosa di Orlando che nessuno aveva mai scritto, né in prosa né in versi, del fatto che lui a causa dell’amore divenne matto.
Nel v.5 “colei” è un riferimento al vissuto personale di Ariosto, che introduce un elemento autobiografico anche in un’opera che di autobiografico non ha nulla poiché con un parallelismo la pazzia di Orlando corrisponde alla sua propria pazzia, perché anche lui si sente consumato, come il suo protagonista, dall’amore per una donna. Negli ultimi versi si augura che questo sentimento gli permetta di terminare l’opera così come l’aveva pensata e di arrivare dove voleva nella narrazione, perché sa già che forse non ne sarà in grado. Viene introdotto il topos letterario di amore che consuma e dilania l’anima perché impossibile: un esempio è quello di Paolo e Francesca nella Divina Commedia. Nel caso di Ariosto ci fu un matrimonio, che però andava tenuto segreto.
-Terza ottava
Dedica e Umiltà
Dal v.1 al v.3 è presente la vera e propria dedica in cui l’autore si rivolge ai figli di Ercole I d’Este che diventerà poi cardinale; tra i v.4 e 8 invece si trova una manifestazione di finta umiltà in cui Ariosto scrive che prova a dare onore alla corte ma è solo un servo: ciò rientra nella finzione letteraria che stimola il lettore all’ascolto. Scrive poi che per contraccambiare ciò che gli viene offerto dal signore può donare un servizio da letterato, attraverso parole o scritti, e che ce la metterà tutta per dare alla corte il più possibile.
-Quarta ottava
Eroismo e Valori
Nel v.1 con “voi” si intende la dimensione della corte che accomuna più uomini “degni”, ossia grandi. Scrive che poiché i suoi personaggi sono eroi nobili, si accingerà a raccontare le sue gesta con eleganza. Il “quel” al v.3 viene usato per riferirsi a Ruggero, antenato degli Este secondo l’albero genealogico creato da Boiardo, che diventò un modello di riferimento per la sua moralità ed eroicità. Questi valori erano presenti, seppur in maniera diversa, anche nell’Iliade, in cui l’eroismo corrisponde alla forza fisica, e nell’Odissea in cui invece viene rappresentato dalla voglia di conoscere.
L’ottava viene conclusa informando i fruitori che, se ascolteranno le parole di Ariosto e allontaneranno i propri pensieri, la sua poesia potrà trovare spazio nelle loro menti, distendendoli.
Domande da interrogazione
- Qual è l'innovazione principale che Ariosto introduce nella sua opera rispetto alle tradizioni precedenti?
- Come si intrecciano le tradizioni bretone e carolingia nelle prime strofe dell'opera?
- Qual è il significato della pazzia di Orlando nel contesto dell'opera di Ariosto?
- In che modo Ariosto esprime umiltà nella sua dedica ai figli di Ercole I d'Este?
- Quali valori eroici vengono rappresentati nell'opera di Ariosto e come si collegano alle tradizioni classiche?
Ariosto introduce la dedica esplicita ai destinatari dell'opera, un elemento mai visto prima, che sottolinea la dipendenza dell'intellettuale dalla corte.
Le tradizioni si intrecciano attraverso temi di amore e sentimenti, evidenziati dalla figura retorica del chiasmo, che rende l'intreccio metaforico concreto a livello semantico.
La pazzia di Orlando, causata dall'amore, riflette il vissuto personale di Ariosto, creando un parallelismo tra il protagonista e l'autore stesso, entrambi consumati dall'amore.
Ariosto manifesta una finta umiltà, dichiarando di essere solo un servo della corte, ma promette di offrire il suo servizio letterario per onorare il signore.
Ariosto racconta le gesta di eroi nobili, come Ruggero, che incarnano valori di moralità ed eroicità, simili a quelli presenti nell'Iliade e nell'Odissea, ma con una diversa interpretazione dell'eroismo.