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Ludovico Ariosto - L’Orlando furioso: parafrasi del proemio


Io parlerò delle donne, dei cavalieri, delle armi, delle armi, degli amori, delle cortesie e delle laudaci imprese che avvennero nel tempo in cui i musulmani che attraversarono il mare e causarono tanto danno in Francia, seguendo l’ira di Agramante che si era ripromesso di vendicarsi contro re Carlo per la morte di Troiano.
Se la mia donna, che mi ha reso simile ad orlando (folle d’amore), tanto da consumare a poco a poco il mio ingegno, me ne concederà quel tanto che mi consenta di portare a termine ciò che mi sono proposto, parlerò di Orlando e contemporaneamente dirò cose che non sono state mai dette né in prosa né in rima: egli per amore divenne pazzo furioso, benché prima fosse un cavaliere saggio e virtuoso.
Oh generosa discendenza di Ercole, splendore del secolo nostro, gradiate, Ippolito, ciò che il vostro più umile servo vuole darvi. Quel che io vi devo posso ripagarlo in parte con le parole e in parte con l’inchiostro attraverso le mie opere, e non sono nemmeno da criticare perché questo è tutto ciò che ho.
Voi sentirete parlare, fra gli eroi più importanti che mi accingo a lodare, di un certo Rugero, che fu il capostipite dei vostri antenati. Se voi mi prestate ascolto e se vi distraete un attimo dai vostri problemi, vi farò udire l’alto valore delle sue nobili gesta.
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