Ominide 2218 punti

Orlando furioso- canto XXIII

Dopo mille avventure, Orlando, sempre all’inseguimento della bella Angelica, giunge proprio nel bosco dove era nato l’amore fra Angelica e Medoro. Como si guarda intorno scorge sugli alberi i nomi dei due giovani. Intuisce subito la verità eppure cerca in tutti i modi di trovare una giustificazione a quelle scritte. Non vuole credere che Angelica ami un altro.

Volgendosi ivi intorno, vide scritti
molti arbuscelli in su l'ombrosa riva.
Tosto che fermi v'ebbe gli occhi e fitti,
fu certo esser di man de la sua diva.
Questo era un di quei lochi già descritti,
ove sovente con Medor veniva
da casa del pastore indi vicina
la bella donna del Catai regina.


Orlando continua a cercare giustificazioni, ma in lui cresce l’angoscia e la certezza di aver perduto la donna amata. Alla fine giunge nei pressi di una grotta dove Angelica e Medoro si erano riparati. Qui trova i loro nomi scritti ovunque e all’ingresso un’incisione in cui Medoro canta il suo amore per Angelica.

Tre volte e quattro e sei lesse lo scritto
quello infelice, e pur cercando invano
che non vi fosse quel che v'era scritto;
e sempre lo vedea più chiaro e piano:
ed ogni volta in mezzo il petto afflitto
stringersi il cor sentia con fredda mano.
Rimase al fin con gli occhi e con la mente
fissi nel sasso, al sasso indifferente.


Illudendosi ancora Orlando riprende animo. Monta sul suo cavallo Brigliadoro e si allontana dalla grotta. Il sole è ormai al tramonto e Orlando si ferma nella casa di un pastore, dove chiede di poter dormire sperando di trovare nel sonno un po di pace. Ovunque attorno a lui, però, vede incisi i due nomi che lo tormentano. Orlando non sa di essere giunto proprio nella casa dove Angelica ha curato Medoro ferito. Non vuole chiedere spiegazione di quelle scritte perché teme che la risposta sia per lui troppa dolorosa. Tuttavia sarà proprio il pastore a raccontargli, per consolarlo, la felice storia dei due amanti che aveva accolto in casa.

Poi ritorna in sé alquanto, e pensa come
possa esser che non sia la cosa vera:
che voglia alcun così infamare il nome
de la sua donna e crede e brama e spera,
o gravar lui d'insopportabil some
tanto di gelosia, che se ne pera;
ed abbia quel, sia chi si voglia stato,
molto la man di lei bene imitato.

Hai bisogno di aiuto in Orlando Furioso?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email