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Ariosto


Ludovico Ariosto nasce in Reggio Emilia nel 1474 in una famiglia di grande nobiltà: il padre lavorava per la corte Estense (città di Este). Ludovico passa l’infanzia in una città di Reggio Emilia. Fino al 1481 rimangono a Reggio Emilia, dopodiché si trasferiscono a Ferrara. All’età di 15 anni Ludovico Ariosto fu iscritto dal padre agli studi giuridici dell’università di Ferrara, anche se egli amava molto gli studi umanistici. Rimane in questa facoltà fino all’età di 20 anni. In questi 5 anni di studi giuridici, oltre alla vita goliardica, sono stati 5 anni di litigi con il padre.
Ad ogni modo in questa vita a Ferrara lui assorbe molto l’aria rinascimentale che c’è in questa città e comincia ad apprezzare il luogo. Questo anche perché Ferrara era molto aperta mentalmente e piena di grandiosi monumenti. È in questo contesto che Ludovico Ariosto inizia a scrivere il suo capolavoro: “L’orlando furioso”. Quando comincia a scrivere l’opera, egli aveva 30 anni e continuerà a correggerla fino alla fine dei suoi giorni. Nel 1497 Ludovico Ariosto entra tra gli stipendiati della corte Estense di Ferrara. In questo periodo però non ha grossi impegni politici (che gli verranno affidati in seguito) quindi si dedica per la maggior parte alla scrittura delle sue opere. Nel 1500, con la morte del padre, torna con i piedi per terra: ricadono su di lui tutti i compiti familiari in quanto era il primogenito (far sposare le femmine e sistemare economicamente i maschi).
Di lì a poco il duca Ercole d’Este gli affida l’incarico di capitano nella rocca di Canossa, un avamposto militare degli Estensi. Era comunque un avamposto molto tranquillo. Egli accetta volentieri quest’incarico in quanto torna in Emilia. L’atmosfera tranquilla della rocca di Canossa lo fa approfondire ancor di più la sua passione per le lettere ed è in questo contesto tranquillo che scrive “L’orlando furioso”, intorno al 1516.

Terminata l’esperienza militare alla rocca di Canossa Ariosto torna a Ferrara. Per far fronte a nuovi problemi economici entra a servizio del cardinale Ippolito d’Este, uno dei figli del duca. In questo periodo, sempre per far fronte a crisi economiche, Ariosto diventa anche abate e grazie a questa carica ottiene numerosi benefici ecclesiastici. Gli vengono affidate ambascerie a Roma presso il papa Giulio II, il quale non vedeva di buon occhio la famiglia estense sia per una indipendenza dalla chiesa che per l’alleanza con la Francia.

Intanto a Ferrara diventa duca Alfonso I d’Este. In questo periodo Ludovico Ariosto scrive “Le rime”, che continuerà per tutta la vita e continua l’Orlando Furioso. Scrive anche in questo periodo due fra le sue commedie più belle “Cassaria” e “I Suppositi”. Nel 1516 a Ferrara sposa Alessandra Benucci ed esce la prima edizione dell’Orlando Furioso. Diventa un poeta molto famoso ma rimane alle dipendenze del cardinale Ippolito d’Este, il quale gli chiede di accompagnarlo in Ungheria. Ariosto non solo si rifiuta ma si congeda per sempre dal cardinale. Purtroppo a causa di problemi economici deve accettare l’incarico del duca Alfonso I e nel frattempo pubblica la seconda edizione dell’Orlando Furioso, revisionata e curata nella lingua. Porta anche a termine la commedia intitolata “Il negromante”. Intorno al 1515 il duca Alfonso I lo nomina governatore della Garfagnana, una terra contesa fra fiorentini e lucchesi.
In questo periodo scrive “Le satire” (1515-1527).
Nel 1525 torna a Ferrara e compra una casa dove si stabilirà insieme alla sua famiglia e che verrà chiamata “Barbadomus”.
Inizia in questo periodo una crisi per la famiglia estense ma in generale per tutti gli stati italiani. Nel 1532 esce la terza edizione dell’Orlando furioso. Nel 1533 Ariosto muore e solo più di 100 anni dopo il nipote gli fa costruire una tomba che ricordi il suo valore.
Ariosto non amava la vita di corte. Era un letterato che voleva solo dedicarsi alla scrittura. Il declino dell’intellettuale porta a dover fare un lavoro per vivere: non si può vivere di sola letteratura. Ariosto amava la vita tranquilla: a Canossa stava molto bene, mentre a Garfagnana soffriva. Ad ogni modo era sempre costretto a lavorare per la famiglia estense. Poi agli estensi dedicherà l’Orlando Furioso.
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