Letteratura italiana: In Italia la letteratura nazionale si sviluppò dal XIII secolo a causa della scarsa affermazione del sistema feudale nella penisola.
Frammentazione territoriale e politica: Regno di Sicilia a Sud fino al fiume Garigliano, Regno d’Italia a nord con comuni che volevano autonomia, Stato della Chiesa al centro che non voleva l’unione con le repubbliche di Venezia e Genova nelle due coste.
Questa suddivisione impedì la formazione dei centri laici che invece in Francia erano rappresentati dalle corti signorili e creò anche un’ulteriore differenziazione di cultura e arte; nella penisola si formarono una notevole pluralità di volgari, anche se caratterizzati da una certa omogeneità di fondo, soprattutto nelle due aree principali, quella settentrionale e quella centro-meridionale.
La prima esperienza letteraria è datata tra il 1230 e il 1250 alla corte dell’imperatore Federico II, ma una vera e propria tradizione letteraria si consolidò nei decenni successivi, in Toscana e nell’Italia settentrionale.

Per molto tempo la produzione scritta e la cultura in generale rimasero in latino; il volgare italiano restò per secoli a forme “basse ” di comunicazione come è evidente nell’Indovinello veronese.
Indovinello veronese: testo risalente alla fine dell’VIII secolo, inserito da un chierico veronese sul margine superiore della pagina di un manoscritto liturgico.
I primi due versi costituiscono il testo di un indovinello : “ Spingeva davanti a sé i buoi, bianchi prati arava, un bianco aratro teneva e un nero seme seminava”. La soluzione è “lo scrivano” che, scrivendo, spinge innanzi a sé le proprie dita, solca la carta bianca con una penna bianca e “semina” l’inchiostro”.
Utilizzò un linguaggio molto vicino al latino, ma diverso nelle sue caratteristiche morfologiche, fonetiche e lessicali; nell’ indovinello sono cadute tutte le desinenze:
album (albo)-> la u si trasforma in o e cade la desinenza m
versorum ( versorio)-> la u si trasforma in o e cade la desinenza m
niger ( negro) -> la i breve si trasforma in “e” e cade la m

Il placito capuano(960)

Si trovava all’interno di quattro documenti giuridici: tre sentenze (o placidi) e di una memoria.
Storia: un giudice doveva risolvere un dibattito tra un piccolo proprietario terriero campano e il monastero di San Benedetto riguardo a un appezzamento di terra nel contado di Capua.
L’abate di Montecassino aveva accusato Rodelgrimo di Aquitania di essersi occupato di una parte del territorio di Montecassino.

« So che quelle terre, entro quei confini che qui si descrivono, trent’anni le ha tenute in possesso l’amministrazione patrimoniale di San Benedetto »
Latino non trasformato presente solo nelle ultime tre parole : “parte Sancti Benedicti” , nella parte restante è tutto in volgare.

La Scuola Siciliana : scuola letteraria che porta alla laicizzazione; si sviluppa nel XIII secolo alla corte di Federico II di Svevia con uno stato accentrato retto da funzionari dipendenti da lui che formano la “Magna Curia”, all’interno della quale si sviluppa anche un movimento letterario e poetico che introduce importanti novità:
- Figura del poeta : non è più un professionista come il trovatore, ma un dilettante; i poeti siciliani sono giudici, notai, segretari che scrivono poesie nei momenti di svago e, non conoscendo la musica, i testi sono destinati alla lettura.
- Tema dell’amore cortese: vengono abbandonate tematiche politiche, lasciano il posto a un amore visto come sentimento inappagato, il rapporto tra uomo e donna è paragonato a quello tra vassallo e cavaliere.
Questo amore è più approfondito dal punto di vista psicologico ed esprime anche i sentimenti dell’autore.

Forme metriche: canzone = numero variabile di strofe, dette stanze, composte di endecasillabi e settenari mescolati tra loro.
In genere le stanze sono cinque(o sette) seguite da una breve strofa conclusiva, detta congedo.
Ogni stanza è così strutturata:
- Fronte : si divide in due piedi, ciascuno composto da versi di ugual numero
- sìrima ( o sirma) : indivisa o divisa in due parti uguali, dette volte
- chiave : verso che collega la sirima alla fronte, ripetendo la rima dell’ultimo verso della fronte ( spesso la chiave è formata dall’ultimo verso della fronte unito al primo della sirima)

Canzonetta = componimento poetico di forma variabile, di argomento amoroso e tono popolare, con versi più brevi dell’endecasillabo.
Sonetto = costituito da quattordici versi endecasillabi, divisi in due quartine e in due terzine. Forma metrica nata in Sicilia nel Duecento inventata probabilmente da Jacopo de Lentini.

Scelte linguistiche: adozione del volgare siciliano illustre , linguaggio elaborato, prezioso, come la sintassi e lontanissimo dal linguaggio culturale.
Jacopo da Lentini nella lirica, come quella provenzale da importanza alla contemplazione della donna.
I poeti siculo - toscani: Quando Federico II morì, gli esponenti della scuola siciliana continuarono a svolgere la loro attività soprattutto in Toscana dove nasce la scuola siculo – toscana durante la seconda metà del Duecento
A differenza dei poeti siciliani, in Toscana si ha una maggiore varietà di questi dal punto di vista sociale, sul piano linguistico si abbandona il volgare illustre siciliano e si utilizza il toscano; sul piano tematico si recupera tutto il repertorio provenzale con la ripresa di temi politici e morali.

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