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Le figure retoriche di significato.

Le principali figure retoriche di significato comportano un trasferimento di significato da un’espressione a un’altra e accrescono, con associazioni o apposizioni la carica poetica e suggestiva delle parole.

La similitudine.
La similitudine mette in relazione due immagini, collegate fra loro grammaticalmente da avverbi di paragone o locuzioni avverbiali: così...come; tale..quale;
A differenza del paragone, la similitudine non prevede che siano intercambiabili, che il confronto valga anche il senso inverso.

Es.
La mia macchina è come la tua.
Si può definire una similitudine perchè presenta un avverbio di paragone (come).

La metafora.
La metafora è una similitudine abbreviata, in cui non è esplicitato il tratto significatico vhe accomuna i due termini: non ci sono gli avverbi di paragone o le locuzioni avverbiali come nelle similitudini.

Es.
Marco è un fulmine.
In questa frase il significato sarebbe: Marco è veloce come un fulmine, trasformato in metafora togliendo l’avverbio di paragone (come).
Come si vede, la metafora è un’espressione più sintetica rispetto alla similitudine.

La sinestesia.
La sinestesia è una figura costituita dall'accostamento di termini che si riferiscono a campi sensoriali diversi (tatto, udito, vista, olfatto, guasto).

Es.
Profumi freschi.
In questo esempio vengono accostati due termini che si riferiscono a campi sensoriali diversi (olfatto, gusto o tatto), formando così una similitudine.

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